Lo chiamano Matrix perché, come nel film dei fratelli Wachowski, si muove a una velocità in grado di schivare persino le pallottole. Vincenzo Mangiacapre, naturalmente dalla palestra dei talenti di Marcianise, vola in semifinale dei pesi Welter leggeri schiantando per 16 a 12 il kazaco Yeleussinov.
Match senza storia. Mangiacapre si muove a velocità troppo elevate per il kazaco che, nonostante i tentativi, non riesce mai a portarsi a casa un round. Il primo termina per 5 a 4 e anche il secondo - round dove effettivamente Yeleussinov si rende pericoloso con un paio di montanti a segno - è a favore del pugile Nostrano: 4-3.
Il terzo ed ultimo round, invece, è totalmente di Mangiacapre che evita a i colpi del kazaco e va a segno più volte sia col gancio che col montante. Nessun dubbio per i giudici: 16 a 12 il finale e altra medaglia per la boxe italiana che, come a Pechino, garantirà come minimo tre bronzi (anche Russo e Cammarelle sono in semifinale). Si conferma quindi ottimo il lavoro di Francesco Damiani che quattro anni dopo continua ad alimentare il medagliere azzurro.
Mangiacapre, dopo al match, ai microfoni di Sky, dimostra di avere le idee molto chiare: "Questo è solo l’inizio. Ho appena tirato su le braghe, adesso vado là per prendere il mio sogno (l'oro NDR). Questo match è andato bene - ha continuato il pugile azzurro - anche se vengo dai vari acciacchi al bicipite e alla mano, ho recuperato bene e sto facendo delle ottime prove per poter essere più convinto di arrivare al mio obiettivo". Mangiacapre, infine, conclude con una battuta: "Cammarelle e Russo? Io non parlo di loro, parlo di me perché loro sono molto scaramantici in questa fase, a me invece non m’importa nulla di nessuno. Punto all’oro e vado dritto per la mia strada". E noi speriamo sia ancora lunga.
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