ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Mauri indagato, si rivede Paoloni

    I difensori hanno reso nota la disponibilità di Mauri a essere "eventualmente" sentito "direttamente" dalla magistratura elvetica

    Stefano Mauri, centrocampista e capitano della Lazio, rimasto a Londra dopo l'incontro con il Tottenahm, è indagato per riciclaggio dalla magistratura svizzera. La vicenda è legata a un conto di 350mila euro in una banca della Confederazione intestato ai genitori del calciatore biancoceleste. Una posizione che secondo gli inquirenti presenta "assonanze" con una grana giudiziaria che coinvolge un altro giocatore laziale, il terzino sinistro Luciano Zauri, indagato per riciclaggio dalla procura di Milano per un presunto versamento "in nero" da un milione di euro ottenuto su conti svizzeri nella fase del suo trasferimento dalla Sampdoria alla Lazio nel 2011. Per questo il pm federale svizzero Elena Catenazzi ha chiesto gli atti a Milano. Quello che avrebbe notato il sostituto ministero pubblico federale è che entrambi siano giocatori della Lazio e che in entrambe le occasioni i soldi siano stati portati in Svizzera. La madre di Mauri (che non è indagata) ha incontrato gli inquirenti oggi in una caserma della guardia di Finanza ma ha scelto il silenzio. I difensori hanno reso nota la disponibilità di Mauri a essere "eventualmente" sentito "direttamente" dalla magistratura elvetica. Oggi, nel quadro della rogatoria che la procura federale di Berna ha aperto con Cremona, è stato sentito l'ex portiere Marco Paoloni per una intervista sul calcioscommesse rilasciata a suo tempo alla televisione svizzera.

    Malato di scommesse, "mi sono curato e dopo un anno sono tornato una persona normale", ha detto l'ex portiere della Cremonese finito in carcere per aver drogato i suo ex compagni di squadra con il sonnifero Minias nell'incontro con la Paganese del 14 novembre 2010 e per aver truccato dei match. Radiato dalla giustizia sportiva, l'ex calciatore si è presentato davanti al gip Guido Salvini e al ministero pubblico della Procura di Berna. Nell'ambito della rogatoria svizzera, Paoloni è stato chiamato "come persona informata sui fatti", hanno evidenziato gli avvocati Emanuela Di Paolo e Luca Curatti, per una intervista sul calcio scommesse rilasciata a suo tempo alla televisione svizzera, alla quale aveva raccontato la sua esperienza e riferito che il 70 per cento dei giocatori italiani scommettevano. Paoloni è arrivato alle cinque del pomeriggio in tribunale, visibilmente appesantito nel fisico, "mi alleno ancora, ma con gli amici e il calcio mi manca". Oggi lavora in una televisione privata di Roma, dove "faccio l'opinionista". Commenta i match di serie A. Paoloni si trattiene nell'ufficio del gip Guido Salvini per nemmeno un'ora. Ha risposto a tutte le domande del pubblico ministero. Sempre nell'ambito della rogatoria svizzera, domani verranno sentiti anche Gervasoni e Carobbio.