ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Messi bravo ragazzo: “Ricordatemi per questo”

    La Pulce risulta un campione anche di umiltà: "Non sono solo un goleador, voglio essere ricordato per come sono fuori dal campo". Sul Real Madrid: "Ha attaccanti velocissimi, fanno un contropiede in cinque secondi e fanno gol."

    I gol? I trofei? Tutto in secondo piano. "Preferisco vincere dei titoli a livello di squadra che premi individuali e segnare più gol di tutti e mi preoccupa più essere una brava persona che il miglior calciatore al mondo". Parola di Lionel Messi. Lunga intervista del fuoriclasse del Barcellona a "El Pais", dove confessa che più delle vittorie gli interessa avere la stima di compagni e avversari a livello umano "perchè poi, quando tutto questo finirà, cosa rimane? La mia intenzione è che quando mi ritirerò mi si ricordi per essere un bravo ragazzo, mi piace fare gol ma anche avere amici tra i miei compagni di squadra, è bello essere stimato come persona". Messi parla anche del suo forte legame col Barcellona. "Ho imparato tutto qua, sono arrivato qui che avevo 13 anni e ho sempre detto che sono grato a questo club perchè lo sento - continua - È la mia casa, il mio club, sono felice qui. È stata una fortuna per me giocare in questo Barcellona, dove ci sono grandissimi giocatori. Ho avuto tutto, questa è una squadra che è entrata nella storia per tutto quello che ha vinto. A rendermi migliore è stata la squadra, senza l'aiuto dei miei compagni non sarei nessuno, non vincerei niente. E io faccio il possibile per aiutare la squadra, vado in campo pensando a vincere non a fare gol". Presto padre, Messi è impegnato con l'Unicef, "i bambini sono quanto di più sano ci sia, specialmente quando sono piccoli e non hanno malizia. Fare felice un bambino è la cosa che più ti riempie. Cosa non sopporto? Perdere e, nella vita, la povertà. Noi calciatori siamo dei privilegiati".

    Messi smentisce la presunta lite con Villa ("che non vengano a cercare problemi dove non ce ne sono, che guardino altrove, qui non c'è niente, è uno spogliatoio che funziona anche fuori dal campo") e rivela che il segreto del Barcellona "è l'ambizione, Guardiola ci ha indicato il cammino e noi l'abbiamo seguito. È stato lui a darci la convinzione che avremmo vinto, era un fenomeno anche per come analizzava le partite e per come le preparava, non credo che incontrerò un allenatore come lui". Parlando degli avversari, Messi riconosce grandi meriti al Real Madrid. "Ha attaccanti velocissimi, fanno un contropiede in cinque secondi e fanno gol. Non hanno bisogno di giocare bene per fare tre gol, conosco bene Higuain, ha bisogno di toccare due palloni per segnare due volte. Di Mourinho non posso dire niente, non ho mai parlato con lui, posso solo parlare di quanto ha vinto, che è molto, e dei suoi giocatori che parlano bene di lui", conclude l'argentino.