"Qualche tempo fa mi è capitato di vedere il final table di un importante torneo di poker, e sono rimasto a bocca aperta. Ho guardato i sei finalisti e quattro di loro erano vestiti comodamente in t-shirt. E non è stata l'unica volta che mi è capitato. Sempre più spesso, anche ai final table, mi capita di vedere giocatori in pantaloncini corti o addirittura in infradito". A lamentarsi delle nuove generazioni del poker è Mike Sexton, mica uno qualsiasi. Mike è nella Poker Hall of Fame e alle World Series vanta un ruolino invidiabile: un braccialetto e cinquanta in the money. Adesso, è uno dei più grandi organizzatori di tornei live in circolazione.
"Sarà perché ho smesso di giocare da parecchio, ma quello che vedo non mi piace. Capisco che i player amino stare comodi, ma mi domando: è troppo chiedere di avere un po' di rispetto e presentarsi quantomeno con una camicia? Anche perché ormai tutti i tornei sono trasmessi in televisione". Mike Sexton conclude il suo sfogo con qualche dritta ai giocatori, enunciando una sorta di galateo da seguire per distinguersi dalla massa. Tra i "comandamenti" di Mike rientrano la gentilezza con lo staff dei casinò e gli avversari, puntualità e precisione, disponibilità con i media e con i fan, abbigliamento adeguato e anche della sana beneficenza.
