Serviva un'impresa ed alla fine la squadra di Allegri riesce a farla. Dopo quasi due anni i rossoneri tornano a vincere in trasferta in Champions League ed espugnano il fortino del Petrovskij di San Pietroburgo dove lo Zenit non perdeva in partite europea addirittura da 4 anni (30 settembre 2008 contro il Real Madrid). Un successo arriva in maniera rocambolesca da parte di una squadra che non ha risolto tutti i suoi problemi ma che stasera ha mostrato carattere, cuore ma soprattutto qualità: una caratteristica che in questi due mesi si è vista poco o nulla. Invece la scelta di Max Allegri di giocarsela con il 4-2-3-1 e tre giocatori offensivi e con gamba alle spalle di Bojan ha pagato e nei primi 20 minuti ha mandato in grave crisi uno Zenit irriconoscibile che ha subito due gol con Emanuelson ed El Shaarawy. Dopo questa parentesi però la qualità dei russi è emersa e solo uno strepitoso Abbiati ha permesso ai rossoneri di andare al riposo con un solo gol incassato. Nella ripresa pronti-via lo Zenit trova il 2-2 con Shirokov, sulla solita dormita da palla inattiva (sesto gol incassato da questa situazione, due su rigori). E' la fase più difficile per i rossoneri che rischiano di capitolare ma che trova l'episodio fortunato al 75': l'autogol di Hubocan che fa tirare un sospiro di sollievo al Milan che dopo 11 partite di fila sfata il tabù vittoria e a quattro giorni dal derby si rilancia nel morale e nella classifica del girone C salendo a quota 4 punti.
ALLEGRI RIPRONE IL 4-2 E FANTASIA - Massimiliano Allegri rinuncia a Antonio Nocerino a centrocampo e punta sul 4-2-3-1 che il tecnico ha proposto quattro giorni fa nella trasferta a Parma.In attacco confermato Bojan con in appoggio Stephan El Shaarawy, Kevin-Prince Boateng ed Urby Emanuelson. In difesa out De Sciglio a presidiare il binario sinistro c'è Antonini con a destra Abate, Bonera e Zapata. Luciano Spalletti invece ripropone il belga Axel Witsel a centrocampo a fargli posto Zyryanov. Per il resto confermato il 4-3-3 con Bystrov a destra, Hulk a sinistra e Kerzhakov riferimento centrale.
UNO-DUE DA URLO MILAN, POI SI SVEGLIA LO ZENIT - I rossoneri partono in maniera sfrontata attaccando con velocità sulle corsie esterne e smistando in maniera molto intelligente e veloce il pallone. I rossoneri sfruttano la passività dei russi che lasciano giocare e sembrano insolitamente bloccati sulle fasce. Bojan con un diagonale su servizio del solito El Shaarawy scalda le mani di Malafeev al 6' poi dopo nemmeno cinque minuti il Milan passa in vantaggio: punizione di Emanuelson, deviazione decisiva in barriera di Shirokov che cambia la traiettoria del pallone beffando Malafeev. Lo Zenit è stordito e i rossoneri sono bravi ad affondare il colpo: con un eurogol di El Shaarawy che dalla sinistra converge al centro supera due avversari con un tunnel uccella Hubocan e da centro area con il destro deposita alle spalle di Malafeev. Lo Zenit sembra messo ko dall'uno-due fulmineo dei rossoneri che per una decina di minuti fa girare molto bene il pallone e sembra padrone del campo. L'accademia però dura poco perché i russi si svegliano e iniziano a bombardare Abbiati che è assolutamente strepitoso al 32 e al 33' su la prima conclusione di Hulk e un colpo dfi testa di Lombaerts. Il brasiliano continua la sua sfida con il numero uno rossonero che è prodigioso su una punizione-bomba dell'ex Porto al 39'. La porta del milan sembra essere stregata ma proprio all'ultima azione del primo tempo: lo Zenit passa, bell'idea di Shirokov che libera in area sul centrosinistra Hulk che con un rasoterra sinistro firma il 2-1.

SHIROKOV FA 2-2, POI CUORE E FORTUNA SORRIDONO AL MILAN - Nella ripresa lo Zenit riparte a tutta e dopo tre giri d'orologio perviene al pareggio: angolo di Hulk dalla destra, Montolivo si perde Shirokov, Abbiati non è impeccabile nell'uscita e per il centrocampista russo è un gioco da ragazzi incornare il pallone in rete. E' il momento peggiore per i rossoneri che però hanno il merito di soffrire e di restare agganciati al match con grande forza mentale. Lo Zenit paga un po' lo sforzo compiuto e alza il piede dall'accelleratore e i rossoneri creano una colassale palla gol con Boateng che al 62' angola troppo un colpo di testa comodo a centro area. Allegri per ridare tonicità cambia inserendo Pazzini e Nocerino ma l'angelo custode dei rossoneri finisce per essere Hubocan che al 75' nel tentativo di anticipare Pazzini finisce per deviare un cross rasoterra dalla destra di Montolivo. I rossoneri tornati in vantaggio si coprono, inserendo Yepes per Boateng, ma è ancora una volta Abbiati a salire sugli scudi e ad evitare che il 3-3 si materializzi: il numero 32 è assolutamente miracoloso a deviare un tiro perfetto di Anyukov all'82' diretto all'angolino. E' l'ultimo miracolo del 36enne numero uno del Diavolo che sigilla il successo, torna finalmente a gioire in Europa e forse dà la svolta decisiva alla sua stagione finora anonima.


