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    Il Milan non si sveglia: 0-0 con l'Anderlecht

    I rossoneri steccano anche al debutto in Champions League: a San Siro altra partita deludente, con Boateng che viene fischiato al momento del cambio. L'ingresso di El Shaarawy illude, ma non cambia gli equilibri. (foto AP/LaPresse)

    La musichetta della Champions League non serve a molto. Questo Milan non gira nemmeno in Europa, nemmeno con un cambio di modulo e un inedito "albero di Natale" di ancelottiana memoria. Con l'Anderlecht, al debutto nel Gruppo C, finisce 0-0. Risultato che rispecchia una partita tanto equilibrata quanto avara di emozioni da una parte e dall'altra. Quanto meno, per la prima volta dall'inizio della stagione il Diavolo non esce da San Siro con le ossa rotte, con una sconfitta. Ma questo pareggio non può nemmeno essere considerato un brodino. La luce in fondo al tunnel è ancora lontana.

    ALLEGRI SCEGLIE L'ALBERO DI NATALE - Massimiliano Allegri cambia leggermente lo schieramento delle ultime settimane e passa a un 4-3-2-1 con Emanuelson e Boateng dietro all'unica punta Pazzini. Vanno in panchina Bojan ed El Shaarawy, mentre a centrocampo tornano titolari Flamini e Nocerino con de Jong davanti alla difesa. Nel reparto arretrato c'è Mexes centrale al posto di Acerbi (spedito direttamente in tribuna), mentre De Sciglio viene preferito ad Abate sull'out di destra. van den Brom risponde con un 4-2-3-1 nella quale la stella Mbokani è supportata da Gillet, Kanu e Bruno, mentre manca per squalifica l'attaccante Jovanovic.

    MILAN BRUTTO E FISCHIATO - Si parte a mille in un San Siro quasi del tutto vuoto. L'Anderlecht non teme affatto il fattore campo e con un baricentro molto alto mette da subito in difficoltà il Milan. Al 12' Kljestan ci prova da fuori e scalda i guanti ad Abbiati, costretto a un salvataggio in corner. Con il passare dei minuti, però, i rossoneri provano quanto meno a sfruttare le fasce con una serie di traversoni che non innesca comunque Pazzini ma permette di creare un paio di occasioni da gol. Al 32' Boateng ci prova con una bella girata, mentre al 34' è Emanuelson a spaventare Proto con un tiro al volo. Il meglio è tutto qua, perché la manovra del Milan è troppo scostante per far sì che i rossoneri possano controllare il gioco. E, pian piano, l'Anderlecht esce dal guscio tornando a provarci in contropiede. Inevitabili, così, i fischi che mandano all'intervallo le due squadre.

    EL SHAARAWY CI PROVA, MA E' 0-0 - Il tema del match non cambia nella ripresa, quando i belgi vanno vicinissimi al gol con Biglia, che al 51' manda alto da buona posizione dopo aver saltato un colpevole Antonini. La svolta per Allegri arriva al 60', quando decide di togliere un Boateng confusionario e fischiatissimo per El Shaarawy. Il ghanese se la prende, ma con l'ingresso dell'ex Padova il Milan riprende coraggio e trova la profondità. È il momento migliore dei rossoneri, che con El Shaarawy di testa spaventano Proto (64') e non inquadrano lo specchio subito dopo con Pazzini ed Emanuelson. Questa fase, però, dura poco. Bonera al 74' lascia il posto a Yepes per infortunio e tre minuti dopo Constant rimpiazza Emanuelson. Il Milan si scompone, si capisce che anche questa volta non è serata. Finisce 0-0. Un brodino che servirà a poco ad Allegri e ai rossoneri in generale.

    SEGNALI DI RISVEGLIO, DATI PREOCCUPANTI - Se Boateng e Nocerino restano le due grandi delusioni di questo avvio di stagione e sembrano sempre più spaesati in assenza di Ibrahimovic, lo stesso non si può dire di El Shaarawy, ai primi squilli importanti nell'ultima mezz'ora. Male, però, Pazzini, lasciato troppo solo nel modulo ad "albero di Natale" dei primi 60'. Il discorso, in sostanza, resta sempre lo stesso. Qualcosa di buono c'è (ad esempio la prestazione di tutta la difesa eccetto Antonini), ma la coperta sembra sempre troppo corta. E Allegri dovrà provare a inventarsi ancora qualcosa di nuovo per mettere i suoi "poveri diavoli" nelle condizioni migliori. Attenzione, però, il tempo è agli sgoccioli. E la terza partita su quattro senza gol segnati (certo, anche la prima senza reti incassate) rischia di essere il dato statisticamente più rilevante della serata.