ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Gattuso e Inzaghi salutano il Milan

    L'incontro con Adriano Galliani nella sede rossonera non è servito per trovare un accordo sul rinnovo del contratto in scadenza il prossimo 30 giugno: il centrocampista ha annunciato di volersi prendere un anno sabbatico. Toccante lettera d'addio di Inzaghi. (foto AP/LaPresse)

    Questa volta l'incontro con Adriano Galliani in via Turati non ha portato al tanto atteso lieto fine. Questa volta Gennaro Gattuso ha detto basta ed è andato sino in fondo. Così si è concluso il meeting con l'ad milanista nella sede rossonera. Non come quattro anni fa, quando Galliani riuscì a convincerlo in extremis a dire no all'offerta del Bayern Monaco, un contratto che aveva soltanto bisogno della firma per diventare ufficiale. Gattuso ha detto stop. La sua storia da calciatore milanista finisce qui.

    "UN ARRIVEDERCI, MI FERMO UN ANNO" - "E’ andata che Galliani m’ha lasciato con il CD di Fausto Leali, con la canzone mi manchi - ha dichiarato all'uscita dalla sede di Via Turati 'Ringhio' - Domani faremo una conferenza stampa a Milanello nella quale saluterò tutti. Farò un anno fuori, è stato un arrivederci e l’anno prossimo vediamo. Non ho nulla in ballo al momento. E’ arrivato il momento di dare spazio agli altri. Il Milan ha fatto molto di più di quello che ho fatto io ed è arrivato il momento di mettersi da parte. Dove vado? Non lo so ancora, non ho in ballo niente”

    ADDIO ALLA VECCHIA GUARDIA - Dopo la calda estate del 2009, quella che portò alla separazione da Paolo Maldini e Ricardo Kakà, si tratta della sfrondata più importante in casa rossonera. La vecchia guardia del ciclo di Carlo Ancelotti ha salutato in blocco. Dopo l'annuncio di Sandro Nesta di giovedì, infatti, è arrivato quello di Gattuso. Il tutto mentre è certo che Clarence Seedorf e Filippo Inzaghi non rinnoveranno il contratto.

    LA LETTERA DI INZAGHI - Mentre Gattuso consumava la sua separazione con il Milan, il sito web rossonero pubblicava la toccante lettera d'addio di Inzaghi. "Tutte le cose che state per leggere saranno sempre seconde, rispetto ad una - si legge -. La prima e unica cosa che voglio che voi sappiate per sempre è questa: ho giocato e vinto per Noi. Giocare e vincere senza condividere le emozioni è nulla, invece io e voi, noi, abbiamo fatto tutto insieme. Abbiamo sperato, abbiamo sofferto, abbiamo esultato, abbiamo gioito. E abbiamo alzato le coppe e gli scudetti insieme ai nostri cuori. Siamo sempre stati sulla stessa lunghezza d’onda. E questo non ce lo toglierà mai nessuno. Le prime settimane, i primi mesi, mi avete studiato, ci siamo guardati. Poi, ci siamo innamorati. Quella sera contro il Torino. Eravate arrabbiati, le cose in campo non andavano bene, eravate in silenzio. Mi sono tolto le stampelle, ho iniziato il riscaldamento e il vostro ruggito dedicato a me ci ha fatto vincere la partita, ci ha proiettati al preliminare di Champions League e poi alla nostra Finale di Manchester. Io oggi voglio ringraziare con affetto e commozione il presidente Berlusconi e Adriano Galliani: la loro elettricità e la loro capacità di emozionarsi per me mi ha reso più forte, mi ha spinto oltre qualsiasi limite".

    Sapete, cari Milanisti, quando sono arrivato a Milano voi non lo sapevate. Ero in una stanza d'albergo e dovevo uscire il meno possibile, per non dare nell'occhio e per non compromettere quella trattativa di mercato fra la Juventus e il Milan. Le prime settimane, i primi mesi, mi avete studiato, ci siamo guardati. Poi, ci siamo innamorati. Quella sera contro il Torino. Eravate arrabbiati, le cose in campo non andavano bene, eravate in silenzio. Mi sono tolto le stampelle, ho iniziato il riscaldamento e il vostro ruggito dedicato a me ci ha fatto vincere la partita, ci ha proiettati al preliminare di Champions League e poi alla nostra finale di Manchester. Questi ricordi, insieme a tutte le persone che mi consolavano ad Anversa nei mesi difficili del 2004 e del 2005 e ai brividi che abbiamo provato insieme il 9 agosto 2006, il giorno del mio compleanno, contro la Stella Rossa, saranno sempre sul comodino del mio cuore, accanto agli affetti più cari".

    Inzaghi ricorda poi la finale di Atene. "Il calcio ce l'ha regalata per un solo motivo: io e voi, noi, l'abbiamo voluta così fortemente, così intensamente, che non poteva concedersi. Certo, la realtà è andata oltre i nostri sogni più belli. Due gol, contro il Liverpool, due anni dopo Istanbul, la settima Champions League. Il destino ci ha riservato quello che non osavamo sperare. Io oggi voglio ringraziare con affetto e commozione il presidente Berlusconi e Adriano Galliani: la loro elettricità e la loro capacità di emozionarsi per me mi ha reso più forte, mi ha spinto oltre qualsiasi limite. Ma voglio rivolgere un pensiero anche a chi, dalle giovanili a tutte le splendide squadre dove ho giocato nella mia carriera, mi ha aiutato a diventare l'uomo e il calciatore che sono oggi".

    "Grazie Milan, grazie calcio - prosegue Super Pippo - Concedetemi di chiamarlo mio il Milan, le persone di via Turati, di Milanello, gli uffici, i centralini, i magazzinieri, i fisioterapisti, i medici, le cucine, lo Stadio, gli addetti, lo spogliatoio. Tutte le persone che mi vedevano arrivare con il maglioncino alla domenica e vibravano già sperando nel mio gol. Ciao mister Ancelotti, con te ho vinto tutto, ciao ai miei meravigliosi tifosi che mi seguono da tutto il mondo, sempre con affetto e con grande passione, ciao ai miei fantastici compagni di squadra, di oggi e di ieri. E infine, concedetemelo, grazie, grazie, grazie alla mia famiglia: mamma Marina, papà Giancarlo, Simone e Tommaso. Non sarei arrivato fino a qui senza di voi. Siete la mia forza. Caro il mio Milan, ti lascio solo perché è la vita, perché è il momento. Lo sai anche tu. Ciao a tutti e grazie".

    VIDEO: L'ADDIO DI NESTA