Il Diavolo torna a sorridere. Così come non accadeva da tempo, per merito di Giampaolo Pazzini e di qualche episodio fortunato (il rigore dello 0-1 e la papera di Federico Agliardi sull'1-2). Il successo di Bologna vale oro per Massimiliano Allegri che, messo spalle al muro da Adriano Galliani, ha risposto con una vittoria ancora non troppo convincente sul piano del gioco ma pur sempre importante dal punto di vista emotivo. Che sia la svolta?
ECCO LA PUNTA: PAZZINI - Lo spezzone finale contro la Sampdoria non era stato un debutto incoraggiante. Ma, dopo una settimana di allenamenti con la nuova squadra, Pazzini è tornato a fare quello che sino a qualche tempo fa gli riusciva meglio: segnare. Da quanto non accadeva? Da moltissimo. L'ultima sua rete ufficiale risale al 13 marzo scorso (2-1 ed eliminazione contro l'Olympique Marsiglia), ma in campionato non andava a segno da Inter-Lazio 2-1 del 22 gennaio. Per andare a trovare una tripletta, invece, bisogna risalire al novembre 2010, quando calò il tris con la maglia della Sampdoria nella trasferta di Lecce. Segnali importanti, importantissimi. Chissà che Allegri non abbia trovato la punta che cercava, dopo un'estate passata a lavorare sull'ipotesi "falso nueve".
ITAL-MILAN, LA VERA NOVITA' - La sorpresa più grande è tutta figlia di un mercato insolito per i rossoneri. Se è vero che Allegri ha inserito dalla panchina tre stranieri arrivati nell'ultima settimana (da De Jong a Niang passando per Bojan), non si può dimenticare che l'undici di partenza era costituito da ben dieci italiani. Da Abbiati a Pazzini, passando per le novità Acerbi e Montolivo. L'unico straniero era Boateng, in forte crescita dopo la brutta prestazione contro la Sampdoria. Un Milan così italiano non si vedeva dal 4 giugno 1995, quando Fabio Capello vinse 2-1 a Firenze con un undici completamente italiano. Un dato in netta controtendenza e forse anche una speranza in ottica futura: dal blocco nostrano potrebbe nascere un nuovo zoccolo duro dopo il decennio dei senatori.
VECCHIO MALE, I PROBLEMI MUSCOLARI - La nota dolente è sempre la solita. Cambia lo staff, cambia la preparazione ma non si abbassa il numero degli infortunati. Pato è andato ko dopo il Trofeo Berlusconi (adduttore sinistro, più di un mese di stop), Robinho si è fatto male calciando in porta contro la Sampdoria (distrazione di primo grado alla coscia destra, un mese di stop) e a Bologna è stato il turno di Montolivo. Per l'ex viola si tratta quanto meno di un indurimento muscolare alla coscia destra che verrà valutato nelle prossime ore e, dalle prime previsioni, gli dovrebbe impedire di rispondere alle convocazioni di Cesare Prandelli. Quel che è certo è che si tratta del terzo stop per problemi muscolari in tre partite. Quando cambia tutto perché nulla cambi davvero.
BOATENG SOTTO I FERRI - In tarda mattinata è giunta la notizia che il trequartista ghanese verrà operato nella giornata di lunedì per ridurre una frattura alla mano destra rimediata nel finale della prima frazione a Bologna. Un altro infortunio in questo avvio di stagione del Milan, ma salvo sorprese Boateng sarà già a disposizione dopo la sosta per le nazionali.

