ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Moratti "Gli eroi del Triplete mancheranno"

    Il presidente dell'Inter spiega le nuove strategie societarie nerazzurre: "Fra qualche anno tutti noi penseremo all'Inter che ha vinto 15 trofei in 7 stagioni e i loro nomi resteranno scolpiti nella mente di tutti come protagonisti. Ma io devo guardare avanti"

    Sono giorni cruciali per l'Inter, la società più attiva del nostro mercato al pari della Juventus. La grande rivoluzione va avanti e procede senza impacci per Massimo Moratti. Il presidente nerazzurro, però, sa bene che un cambiamento del genere ha bisogno di essere spiegato ai tifosi e così, alla vigilia del raduno, decide di illustrare la strategia societaria. Il modo migliore per ripartire con il piede giusto dopo la prima stagione senza titoli da tanti anni a questa parte.

    ENTUSIASMO A MILLE - Da lì si riparte, dalla voglia di costruire qualcosa di importante. E la voglia a Moratti non manca, in gran parte per merito di Andrea Stramaccioni: "Quanto ho di entusiasmo da uno a dieci? Assolutamente dieci. Stiamo costruendo qualcosa che possa avere credibilità, durata, forza. E che ci riporti a vincere. Ho molta fiducia, moltissima: apriamo un progetto nuovo e basato sui giovani, e Stramaccioni ne è il simbolo. Lui, del resto, è il nostro giovane adulto. Siamo l'Inter vogliamo ricominciare a vincere. Diciamo che se tutto questo è un ripartire con un'idea chiara che ci metterà nelle condizioni di fare bene, beh, sì è un anno zero. Un ripartire che ha e porta entusiasmo, che nasce da un'idea di gioco chiara e ha una linea ben precisa: per questo sono convinto che sia la ripartenza giusta. Sento e avverto fiducia. E sono fiducioso perché è vero che tutto questo nuovo passo ha una dose di rischio, ma non deve fare paura, anzi: deve appassionare ancora di più, e a me sta succedendo esattamente questo".

    TRA STRAMA ED EUROPA LEAGUE - "Andrea Stramaccioni è un allenatore di talento con una forte preparazione, con passione e competenza - ha continuato Moratti alla Gazzetta dello Sport -. Un allenatore e una persona credibile, affidabile. Per tutte queste cose mi è sempre sembrata la figura giusta per un nuovo inizio. All'Inter non c'è tempo e lo sappiamo. Ma arrivare a vincere è l'obiettivo che dobbiamo porci. E ce lo porremo anche quest'anno, come sempre". Il problema è ripartire dal basso dopo anni passati nel salotto buono: "I tifosi capiscono, sono intelligenti ed esigenti. Dico che io, da primo tifoso, ho curiosità di veder avviato questo nuovo disegno interista. E che ci vuole entusiasmo attorno all'allenatore e alla squadra, e credo che non mancherà. Detto questo, tutto il nostro lavoro dovrà essere fatto con grande profondità e mai con superficialità. Le ribadisco una cosa: la mia carica è pari a dieci, e le situazioni non facili mi caricano ancora di più. Certo, passare dalla Champions all'Europa League è come passare dal cinemascope a una tivù in bianco e nero, un effetto decisamente diverso. Però è comunque una competizione internazionale, con squadre anche di alto livello e noi siamo l'Inter: una manifestazione da giocare al massimo anche se è naturalmente scomodo disputarla il giovedì, magari in posti lontani".

    TRA I NUOVI E IL VECCHIO - Il nocciolo della questione sta tutto nella sessione di calciomercato più rivoluzionaria che si ricordi e Moratti ne parla senza peli sulla lingua: "Palacio mi piace: la sua storia parla di tanti gol fatti e mi sembra che la cosa conti non poco. Samir Handanovic è un portiere affidabilissimo: mi pare che abbia le credenziali giuste. Rivorrei Destro? Io vorrei anche Leo Messi, ma dipende se si può, se ci si riesce, quanto costa. Le partenze eccellenti? Il Triplete è stato il nostro apice e quindi si fa spesso riferimento a quel grande momento, ma questa è gente che ha vinto anche di più: coppe, supercoppe, il Mondiale per Club, tutti momenti di ricchezza nelle vittorie. Per loro rimangono affetto, da parte mia e da parte dei tifosi: sono nella storia dell'Inter, fortemente. Fra qualche anno tutti noi penseremo all'Inter che ha vinto 15 trofei in 7 stagioni e i loro nomi resteranno scolpiti nella mente di tutti come protagonisti. Protagonisti grandissimi. Mi mancheranno tutti, ma so che devo mandare avanti una società e mettere lei davanti ai miei sentimenti. Purtroppo deve essere così. Fra l'altro, poi, per qualcuno c'è anche la possibilità di rilanciarsi altrove. Alleggerire il monte ingaggi è un dovere, la società prima di tutto deve stare bene".