"Ho pubblicato una lettera molto lunga e articolata sul mio sito personale, a due settimane dalla fine dei Giochi olimpici, nella quale ho fatto un disamina ben precisa, chiedendo al presidente ed al consiglio della federazione italiana canottaggio un segnale, un gesto. In questa missiva affermo che troppe responsabilità sono state addossate sul commissario tecnico della nazionale, Giuseppe di Capua, sollevato recentemente dal suo incarico. Mentre tanti altri stanno nascondendo le testa sotto la sabbia".
Così, in collegamento telefonico con Sky, Niccolò Mornati, giunto quarto nel 2 senza nelle recenti Olimpiadi di Londra, commentando l'articolo apparso oggi sul suo blog, dall'inequivocabile titolo "Scuse e dimissioni... e non siamo ancora pari!".
"Già un anno fa Carboncini ed io, gli unici a vincere una medaglia ai mondiali senior, avevamo sollevato il problema della squadra azzurra, ponendo alcuni dubbi sulla formazione e sulla preparazione. Allora fummo tacciati di scarso attaccamento ai colori azzurri - ha proseguito Mornati - e di non voler buttare il cuore oltre l'ostacolo. Per un anno, poi, non siamo stati mai ascoltati dalla Federazione e, adesso, hanno licenziato il ct, senza assumersi alcuna responsabilità. Il consiglio e il presidente federale, invece di tacere, in vista delle elezioni per il prossimo quadriennio olimpico, dovrebbero prendere una posizione", ha concluso l'azzurro in collegamento su Sky.
LA REPLICA DEL PRESIDENTE - Enrico Gandola, presidente della Federazione italiana canottaggio, in collegamento telefonico con Sky, ha prontamente risposto a Niccolo' Mornati, rispedendo le accuse al mittente e affermando di voler andare avanti alla guida della federcanottaggio per aLtri quattro anni. "Anzitutto vorrei ricordare a Niccolò Mornati che a Londra è quarto, il suo miglior risultato olimpico della carriera. Prima era giunto settimo e poi undecimo. Poi, vorrei precisare che lo scorso anno, dopo la lettera a firma di alcuni atleti, abbiamo fatto una riunione e abbiamo preso delle chiare decisioni, condivise da tutti, che hanno anche permesso di non far accadere nuovamente quanto lamentato dagli azzurri", ha detto Gandola.
"La nostra federazione ha dei problemi strutturali. I migliori risultati sono arrivati nel 2000; poi però il terreno non è stato bagnato il terreno. Adesso, grazie al lavoro degli ultimi anni siamo passati da 7.000 tesserati a 30.000 tesserati ed abbiamo conseguito risultati importanti a livello giovanile, più gli stessi risultati ottenuti a Pechino a livello senior, nonostante i tagli del 20 per cento che hanno colpito il nostro budget. Abbiamo riportato in Italia i Campionati Europei e adesso non intendo abbandonare la nave, anzi vorrei continuare con la guida ferma della Federazione, in questo periodo difficile, per altri quattro anni. In questi quattro anni abbiamo rinsaldato le basi e certamente nei prossimi quattro torneremo ai fasti che hanno caratterizzato l'Italia del canottaggio fino a qualche anno fa", ha concluso Gandola.
