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    Morosini, uno dei 'nuovi Pirlo' mancati

    Centrocampista dai piedi buoni e dal passaggio illuminante che si ispirava a Matias Almeyda ma che non ne replicava la grinta. Uno dei presunti eredi di Pirlo insieme a Luca Cigarini, il 'Moro' non aveva mai compiuto il grande passo (FOTO AP/LaPresse)

    Piermario Morosini, classe 1986, era una bella persona dentro e fuori dal campo. Normale che di fronte ad evento così tragico come la sua scomparsa ne siano stati evidenziati dapprima i valori più strettamente legati alla sua personalità, al suo carattere, all'accanimento della vita nei suoi confronti. Ma il "Moro" era valido, e molto, anche all'interno di quel rettangolo verde. Cresciuto tra le giovanili dell'Atalanta e il Parma al fianco di Luca Cigarini, il nome del giocatore del Livorno era uno dei tanti che faceva parte della lista dei nuovi Pirlo, proprio quando nel suo primo Milan Ancelotti stava riconvertendo il bresciano a regista.

    Stessa età, stessa eredità di Cigarini, ma nessuno dei due sarebbe poi arrivato a rappresentare un reale "dopo-Pirlo", nemmeno l'attuale centrocampista dell'Atalanta, arrivato a guadagnarsi solamente il soprannome di "21 orizzontale". Morosini era un giocatore dai piedi buoni, dal passaggio illuminante, quel tocco che non ti aspetti e che pur guardando calcio da una vita non riesci a prevedere.

    Il salto di qualità non era arrivato, mancava (forse per carattere?) quella cattiveria agonistica che era necessaria a salire in cattedra in un ruolo delicato come quello del centrocampista centrale. Evidente il suo valore, tanto che per questo l'Udinese (squadra da sempre avvezza alla scoperta di talenti) non lo voleva lasciare andare. Sul campo si ispirava a Matias Almeyda, ma rispetto all'argentino aveva più piede e meno grinta.

    Con il club friulano, che secondo le parole di Pozzo lo considerava un "figlio", aveva ancora un contratto fino al 2013 (per 250 mila euro in vista di un aggiustamento per difetto), ma esisteva la reale possibilità che il Livorno lo riscattasse. Insomma un campione in attesa di fare il grande passo che però è rimasto nel limbo della vita più che delle belle promesse.