Presso l'ospedale di Pescara Cristian D'Ovidio, il medico legale incaricato dal pm Valentina D'Agostino, sta svolgendo l'esame autoptico sul corpo del povero Piermario Morosini. Insieme con D'Ovidio c'è anche Simona Martello, tossicologo dell'Università Cattolica di Roma. È stato già precisato che entro stasera si potrà sapere se la vita di Morosini è stata stroncata da problemi cardiaci o, ad esempio, da un'aneurisma cerebrale. Se non dovessero emergere cause evidenti ci vorrà un po' di tempo per capire cosa sia accaduto al calciatore. L'autopsia vedrà la partecipazione di due agenti della polizia giudiziaria che dovranno espletare tutte le procedure per il prelievo, in funzione della custodia per l'esame probatorio. Intanto la Procura della Repubblica di Pescara ha aperto un fascicolo contro ignoti per la scomparsa del centrocampista del Livorno. Il reato ipotizzato è l'omicidio colposo, anche se, al momento, la presenza dell'auto dei Vigili urbani di Pescara, non sembra avere alcuna rilevanza, come sostenuto stamane dal procuratore aggiunto Cristina Tedeschini che ha precisato: "I soccorsi sono stati immediati".
Per prevenire decessi cardiaci improvvisi di giovani atleti, "servirebbe anche un ecocardiogramma nello screening di base, almeno per tutti i ragazzi che, come nel caso di Morosini, hanno avuto un episodio di morte improvvisa in famiglia. Questo esame dovrebbe essere condotto da uno specialista cardiologo, e non dal medico sportivo", dice ancora il presidente della Federazione italiana cardiologia, Franco Romeo. Attualmente, inoltre, precisa Francesco Fedele, presidente della Fondazione italiana cuore e circolazione, "per l'attività agonistica è previsto nei protocolli l'elettrocardiogramma dopo sforzo, da cui non si vede niente, che andrebbe invece sostituito con quello sotto sforzo". Anche per Fedele il cardiologo "deve rivendicare il suo ruolo, visto che nello sport si muore soprattutto di cuore. In questi giorni ho sentito parlare di fatalità, ineluttabilità, miracoli. Sono parole che noi scienziati non possiamo sentire. Dobbiamo piuttosto fare in modo - ha concluso Fedele riferendosi alla morte di Piermario Morosini - che accadano sempre meno episodi come questo".
