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    Morte Morosini: si ipotizza miocardite

    Potrebbe essere stata una infezione al muscolo cardiaco la causa della morte dell'ex-giocatore del Livorno. L'ipotesi avanzata dai ricercatori dell'Università di Chieti che hanno affettuato l'autopsia dovrà essere confermata dagli esami istologici

    Una miocardite, ossia una malattia infiammatoria del muscolo cardiaco, riconducibile a una lunga possibilità di agenti causali: potrebbe essere questo il motivo della morte sul campo di Piermario Morosini, una infezione che avrebbe colpito il circuito elettrico del cuore provocando delle fibrillazioni ventricolari.

    E' un'ipotesi che sta prendendo piede e su cui stanno lavorando i ricercatori dell'Università di Chieti, un'ipotesi emersa dai primi risultati dell'autopsia cui è stato sottoposto l'ex-centrocampista del Livorno, che avrebbero evidenziato un' "area cicatriziale" nella zona ventricolare sinistra. Una lesione in quell'area avrebbe potuto provocare aritmie e fibrillazioni ventricolari, ma per avere un quadro più chiaro e completo bisognerà attendere l'eventuale conferma (o meno) derivante dagli esami istologici.

    "Il decesso di Morosini sarebbe dunque avvenuto come per corto circuito - ha spiegato l'anatomopatologo Domenico Angelucci -. La corrente elettrica nel cuore fluisce in una certa direzione, ma un infezione che provoca un danno materiale interrompe questo circuito e provoca fibrillazioni ventricolari".

    Come avrebbe fatto Morosini a contrarre questa infezione, che potrebbe derivare anche da un semplice raffreddore? "Questi danni sono spesso minimi o confondibili con anomalie congenite - ha proseguito Angelucci -, fino a quando il circuito non si interrompe in modo tragico".