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E' un'ipotesi che sta prendendo piede e su cui stanno lavorando i ricercatori dell'Università di Chieti, un'ipotesi emersa dai primi risultati dell'autopsia cui è stato sottoposto l'ex-centrocampista del Livorno, che avrebbero evidenziato un' "area cicatriziale" nella zona ventricolare sinistra. Una lesione in quell'area avrebbe potuto provocare
"Il decesso di Morosini sarebbe dunque avvenuto come per corto circuito - ha spiegato l'anatomopatologo Domenico Angelucci -. La corrente elettrica nel cuore fluisce in una certa direzione, ma un infezione che provoca un danno materiale interrompe questo circuito e provoca fibrillazioni ventricolari".
Come avrebbe fatto Morosini a contrarre questa infezione, che potrebbe derivare anche da un semplice raffreddore? "Questi danni sono spesso minimi o confondibili con anomalie congenite - ha proseguito Angelucci -, fino a quando il circuito non si interrompe in modo tragico".
