L'ultimo ostacolo potrebbe essere una montagna altissima da scalare. Ma José Mourinho, evidentemente, sente aria di trionfo e così, dopo più di un mese d'assenza dalle conferenze stampa di campionato, torna a parlare alla vigilia della partita di mercoledì sera a Bilbao. La sfida che, salvo cataclismi, dovrebbe regalargli la prima Liga alla guida del Real Madrid. Come sempre è show.
IL SAN MAMES MI PIACE - Sarà un'atmosfera calda quella che attenderà le Merengues a Bilbao. In parte per le qualità dell'Athletic di Marcelo Bielsa, finalista di Europa League e squadra tra le migliori per stile di gioco. Mourinho, però, non ha paura: "Mi piace molto l'idea di vincere a Bilbao. Il San Mamés è uno stadio storico per il calcio, nel quale la squadra di casa dà la morte per vincere e che ovviamente non è affatto simpatico per gli ospiti. Però è un grande stadio, uno stadio nel quale si respira calcio. A me questa pressione piace, così come piace alla mia squadra. Si è visto già in molte trasferte quest'anno: a Barcellona, al Calderon e a Pamplona. La mia squadra si esalta. Il Bilbao gioca bene? Anche noi. E noi vogliamo andare là e vincere per diventare campioni".
TITOLO, CI SIAMO - Il Real Madrid potrebbe scendere in campo già da campione, nel caso in cui il Barcellona alle 20 perdesse in casa contro il Malaga. Ma Mourinho resta ancora prudente: "Sino a quando il titolo non è realtà, è ipotetico. Ovviamente siamo vicini, sappiamo che se non vinceremo il campionato mercoledì sera sarà sabato. E se non sarà sabato sarà nell'ultima giornata. In questi momenti mi sento tranquillo, penso che non sarà l'ultimo campionato che vincerò, che ci sarà un'altra possibilità per festeggiare. Non sono uno che festeggia tanto, ma non ho mai nascosto che il mio sogno era vincere i tre campionati più importanti d'Europa: Inghilterra, Italia e Spagna. Se ce la farò, sarà un momento di grande gioia per me. Ma cercherò di contenermi il più possibile".
NESSUN PROBLEMA CON ZIDANE - Negli ultimi giorni si è diffusa la notizia che Mourinho vorrebbe epurare, dopo Jorge Valdano, anche Zinedine Zidane. La smentita, però, è pronta e decisa: "Questo è falso, ma la politica del Real Madrid è quella di non smentire le notizie false. Soltanto per questo non abbiamo detto nulla. Se no passeremmo tutto il tempo a dare smentite. Se terrò tutto lo staff anche per la prossima stagione? Sono molto felice per quello che hanno dato tutti, compresi i giocatori. E Karanka è ormai parte della mia famiglia. Se in futuro il Real Madrid vorrà tenerlo, resterà. Se no potrà seguirmi altrove".

RECORD, STANCHEZZA E GUARDIOLA - Mourinho si toglie qualche sassolino dalle scarpe, come sempre: "Abbiamo vinto su una squadra che ha portato a casa tre campionati di fila. I record sono cose interessanti. Ma soltanto perché aggiungono qualcosa a una vittoria. Però è la vittoria che dà tutto. Cristiano Ronaldo ha come primo obiettivo quello di vincere dei titoli a livello di squadra, il secondo è quello di vincere la Scarpa d'Oro. Un trofeo che va al migliore, non soltanto al capocannoniere. Se il Barcellona merita tanti aggettivi positivi ed è dietro di noi, questo dà un valore ancora maggiore al nostro lavoro. Guardiola? Non voglio commentare perché è stata una decisione. Quando un allenatore viene esonerato, noi allenatori siamo solidali e spendiamo parole positive sul suo conto. Ma il caso di Guardiola è completamente diverso. È una decisione personale e soltanto lui ne conosce il motivo. La cosa importante è che sia felice. Io? Sono dodici anni che alleno e mi stanco soltanto a giugno, quando non ci sono partite". Mourinho e Guardiola, agli antipodi in tutto.