E’ Tomas Berdych il primo semifinalista del Masters 1000 di Montecarlo. Il ceco ha pareggiato il conto degli scontri diretti (3-3) battendo Andy Murray al termine di una maratona durata quasi 3 ore. 6-7 6-2 6-3 il risultato finale a favore di Berdych che ha confermato di star attraversando un ottimo momento di forma, riuscendo anche ad evidenziare tutte le carenze dell’avversario.
Nervoso nei momenti cruciali del match, Murray ha incontrato molte difficoltà a servizio: la prima è entrata molto raramente e la seconda era spesso davvero troppo poco incisiva come testimoniano le 16 palle break conquistate dal ceco nel corso dei 3 set, di cui 7 annullate solo nel primo parziale vinto da Murray per 7-4.
Nel secondo set accade l’impensabile con Murray che fatica a resistere alle bordate dell’avversario, bravissimo a far correre lo scozzese da una parte all’altra del campo. Berdych strappa il servizio due volte e chiude con un 6-2 che spiega più di tante parole il momento no di Murray.
Momento no che continua a inizio del terzo set: subito un break a cui Murray risponde con un controbreak, poi Berdych sale in cattedra e si porta sul 3-1 fallendo la palla del possibile 4-1. Lo scozzese pensa di poter rientrare in partita fino al 4-3 per il ceco. Ma Berdch, molto più solido e concentrato di altre volte nelle quali ha regalato qualcosa di troppo agli avversari, non sbaglia niente e chiude il set strappando il servizio a Murray.
Chi dice che la notte porti consiglio probabilmente ha ragione. Almeno, questo è quello che traspare dall'atteggiamento di Novak Djokovic, che ha avuto tempo per metabolizzare il lutto che l'aveva reso tanto fragile nel match contro Dolgopolov. La perdita del nonno è alle spalle e il serbo può anche approfittare dell'iimpegno meno gravoso: dall'altra parte della rete c'è Robin Haase, numero 55 del mondo che aveva incontrato due sole volte - e battutto - nel 2007 e nel 2010, ma sul cemento.
Il cammino di Nole prosegue, perché al numero 1 del mondo basta poco più di un'ora e un quarto per rimandare a casa l'olandese. Sembra comunque più una partita di tennis femminile per come si svolge, piùttosto che di maschile: il servizio non è eclatante per nessuno dei due giocatori e così parte la solita girandola di break e controbreak: nel primo set sono 3 break per Djokovic e due per Haase, nel secondo quattro per il serbo e due per l'olandese.
Nonostante il tennis della testa di serie numero 1 non sia impeccabile, Nole va quindi avanti e sulla sua strada incontra proprio Tomas Berdych in semifinale, con cui ha vinto 8 volte e perso una soltanto. I due, tuttavia, non si sono mai incontrati sulla terra.

Rafa raggiunge la semifinale a Montecarlo e ora punta dritto all'ottavo titolo consecutivo su quella che va considerata di fatto la sua seconda casa. Questa volta però, rispetto al turno precedente in cui ha letteralmente massacrato Kukushkin, ha faticato molto di più per avere la meglio del numero due di Svizzera, Stanislas Wawrinka che agli ottavi aveva liquidato Nico Almagro in maniera netta.
I precedenti però parlavano solo castigliano, 7-0 per Nadal che con questo arriva a 8 vittorie su altrettante sfide contro l'elvetico. L'incontro si mette bene per l'iberico ex numero uno del mondo che strappa immediatamente il servizio al rivale che però gli ricambia il favore nell'ottavo gioco. I vincenti dello svizzero alla fine del primo set saranno 12 contro gli 8 di Rafa che in ogni caso piazza il break decisivo sul 5 pari.
Nadal, che con questo successo eguaglia il record di Federer con 40 vittorie nello stesso torneo, riparte ottimamente nel secondo parziale con un break nel primo game e non permetterà più a Wawrinka di rientrare in partita.
Dopo l'eliminazione di Andy Murray, la giornata di quarti di finale si conclude con un altro risultato un po' a sorpresa. Quando scende in campo Jo Wilfried Tsonga è cosa nota che ogni risultato è possibile. Il francese è un giocatore imprevedibile nel bene e nel male e se è in giornata può battere chiunque ma allo stesso modo, se non lo è, può perdere altrettanto facilmente.
Di fronte non aveva uno qualunque ma Gilles Simon, numero 15 del mondo e suo grande amico. Ne è venuto fuori un match brutto con pochi scambi interessanti e con tantissimi errori, quelli di Tsonga saranno 42 alla fine, più del doppio di quelli dell'avversario. Simon era sotto nei precedenti per 4-1 ma l'unico che si era aggiudicato era proprio quello giocato sulla terra nel 2008 a Roma.
Ora per lui ci sarà l'ostacolo quasi insormontabile che si chiama Nadal contro cui ha perso in 4 occasioni ma nell'unica in cui si è imposto aveva sorpreso tutti vincendo, sempre nel 2008, nella semifinale del Masters di Madrid al tie-break del terzo set.
