“E’ un sogno”. Incredibilmente vero, ci permettiamo di aggiungere noi. Queste le parole pronunciate da Lukas Rosol dopo la partita vinta con Nadal, lui che da numero 100 del mondo è riuscito ad imporsi sullo spagnolo. Una rivisitazione in chiave moderna della parabola di Davide contro Golia.
“Non so neanche dove mi trovo – ha continuato Rosol -. Non mi rendo ancora conto di quanto è accaduto. Mai avrei pensato di riuscire a battere Nadal. Non lo avevo mai affrontato prima di questa volta e non avevo mai giocato sul centrale a Wimbledon. Non sapevo cosa aspettarmi, quindi non è stato facile. Ma sono sopravvissuto”.
E forse ha fatto qualcosa in più che sopravvivere dato che Nadal non usciva così presto da un torneo del grande slam dal 2005 e non perdeva contro un numero 100 del ranking dal 2007, quando a sconfiggerlo fu il francese Nicholas Mahut (all’epoca numero 106) al torneo del Queen’s.
“Questo è lo sport”, commenta invece il maiorchino che non ha alcuna intenzione di rovinarsi la vita per questa sconfitta. “Succede – scriveva sul suo profilo Facebook -. Si vince e si perde. Ma nulla potrà cancellare questi ultimi 4 mesi, i migliori della mia carriera. Si gioca contro un avversario ispirato e sono fuori. Questo è tutto. Non è una tragedia. E 'solo una partita di tennis. Alla fine, questa è la vita. Ci sono cose molto più importanti. Certo, volevo vincere, ma ho perso. Questo è tutto”.
Certo, Rafa dovrà rimandare il suo progetto di tornare ad essere il numero 1 del mondo. C’è però chi sospetta che Nadal si sia lasciato battere per risparmiare energie importanti e iniziare subito la preparazione per Londra 2012. Un’ipotesi che, chi conosce Nadal, sisente di escludere perché vincere un torneo ti dà una carica incredibile, moralmente un successo è più importante di qualsiasi allenamento. Ti permette di scendere in campo il torneo seguente con maggiore fiducia, con maggior consapevolezza dei tuoi mezzi.
Però i dati sono impietosi: era dal 2005 che un numero 2 (Andy Roddick in quel caso) non usciva da uno slam così presto (era il Roland Garros, e lo statunitense venne sconfitto da Acasuso). L’ultimo numero 2 del mondo a perdere a Wimbledon su Marat Safin. Era il 2002. Per Nadal, un piccolo record anche questo, un record di cui avrebbe fatto volentieri ameno. Ma “questo è lo sport” ed è lo stesso maiorchino ad insegnarcelo.
