A volte può succedere che una squadra di calcio possa terminare con soli otto uomini in campo, a causa di esplusioni o infortuni vari. Più raro che otto sia il numero iniziale di giocatori con cui una compagine si presenta al fischio d'inizio di un match. E' successo proprio nello scorso weekend nella Superliga portoghese: l'Uniao Leiria, ultima in classifica e ormai destinata alla retrocessione, ha affrontato la gara contro il Feirense con soli otto effettivi, senza nemmeno un cambio in panchina.
Perché? E' presto detto: nei giorni scorsi ben 16 elementi dell'Uniao Leiria avevano consegnato le proprie dimissioni, dopo l'ennesimo ritardo nel pagamento degli stipendi. L'unione dei calciatori portoghese pensava che le dimissioni in massa avrebbero portato all'annullamento della partita, ma la società del Leiria è riuscita a mettere insieme una squadra, attingendo a piene mani dalle selezioni giovanili: la fotografia degli otto uomini allineati in campo nel pre-partita contro il Feirense vale più di mille spiegazioni.

Così facendo, il club ha evitato la retrocessione automatica, anche se forse sarà solo rimandata. Gli otto paladini hanno lottato, evitando il primo gol sino a pochi minuti dal fischio dell'intervallo, ma poi hanno dovuto alzare bandiera bianca, sfiancati dagli avversari, che alla fine si sono imposti per 4-0.
Joao Bartolomeu, il presidente del Leiria, nella conferenza stampa del post-partita, si è in parte giustificando dando la colpa al maliano Alphousseyni Keita, che avrebbe dovuto essere il nono elemento in campo, ma al posto di presentarsi al match si sarebbe dileguato rubando dei soldi del club (circa 6.000 euro). La società ha fatto sapere di non aver ricevuto le lettere di dimissioni dei giocatori, e quindi non ha accettato la loro assenza dalla partita domenicale.
Il caso-Leiria avrebbe potuto anche inficiare la lotta per il titolo, ma il Benfica, che avrebbe affrontato l'Uniao la prossima settimana, ha pensato bene di regalare lo scudetto al Porto, pareggiando 2-2 con il Rio Ave.