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    La nuova grande sfida di Usain Bolt

    Dopo lo show di Pechino 4 anni fa, ora il giamaicano deve correre una gara diversa e più difficile per la presenza di avversari di un livello senza precedenti. Bolt riuscirà ancora a migliorare sé stesso?

    Il giorno di Usain Bolt è arrivato. Dopo l'esordio "passeggiato" delle batterie il fulmine giamaicano è pronto per la sfida che definirà il contorno della sua grandezza, perché i risultati ottenuti quattro anni fa a Pechino - per quanto straordinari - sono un ricordo che ora è lontano e viene messo in discussione dalla qualità di una lista di avversari che, a Londra, si presenta più agguerrita per mai.

    Le opinioni si sprecano... "Bolt è imbattibile", "No, vince Blake", "No, ci potrebbe essere la zampata di Powell o anche di Gay", "Ma l'avete visto Bailey in batteria?"... Solo su un aspetto sembra che gli osservatori esterni siano d'accordo: quella di Londra sarà la finale più veloce della storia dell'atletica e potrebbe addirittura regalare una classifica con 8 atleti sotto i 10 secondi netti, sarebbe un record.

    Ma dove nasce il fenomeno Bolt? Questo ragazzone capace di correre i 200 in 21 secondi a 15 anni fece il suo esordio sul palcoscenico internazionale ai Mondiali juniores 2001, ma fu nell'edizione dell'anno successivo che stupì il globo diventando il più giovane vincitore dei 200 nella storia (con 20"61). L'ascesa poi diventò inarrestabile, con l'esclusione della sua prima partecipazione olimpica ad Atene, dove venne frenato da un infortunio e fu eliminato al primo turno nei 200.

    Non chiamatelo incidente di percorso però, perché è proprio da quel 2004 che nasce il fenomeno Bolt: il giamaicano capì che per vincere non bastava correre a tempo perso, serviva concentrarsi al 100% negli allenamenti, lavorare al massimo sul proprio talento.

    Dal doppio argento di Osaka 2007 alla tripletta di Pechino poi il passo è breve e conduce quindi ai record leggendari di Berlino, 9"58 sui 100 e 19"19 sui 200. Ma ora, a Londra, Bolt è di fronte a una nuova sfida, quella del campione che deve confermarsi di fronte ad avversari più forti che mai, più agguerriti che mai: come uscirà Bolt da questo nuovo confronto con sé stesso e il mondo? Ancora qualche ora e lo sapremo.

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