ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Omrcen: "Vittoria storica, nata dal cuore"

    Il capitano di Macerata, alla sua ultima stagione con la Lube, conquista il titolo italiano in quella che a detta di tutti gli addetti ai lavori è stata la finale scudetto più bella di sempre (Foto Legavolley)

    Sei quasi morto, dato per spacciato: sotto di due set e incapace di rispondere al gioco avversario. E poi, cambia tutto. Nella pallavolo può succedere e sull'onda dell'entusiasmo ti trovi a festeggiare uno scudetto insperato, da sfavorito e soprattutto da quasi perdente… "Abbiamo dato tutto quello che avevamo, è stata una vittoria di cuore più che di testa – spiega al termine del quinto set uno sfinito Igor Omrcen – non c'è stato bisogno di parlare molto tra di noi. Sapevamo di non poter giocare peggio di come avevamo giocato nei primi due set e che dovevamo darci una svegliata il resto è arrivato a poco a poco che i nostri palloni, finalmente, cominciavano a cadere sul loro campo".

    TRAVICA E I SUOI RISCHI CALCOLATI – Dragan Travica a Milano è cresciuto e si è affermato prima di diventare un vincente: "Ora posso dire davvero di avere vinto qualcosa di grande – dice quasi commosso il palleggiatore della Lube – e non posso essere più felice di così. Perché abbiamo vinto da duri, lottando e soffrendo, senza mollare mai proprio come cantavano i nostri tifosi in curva". Difficile dire quale sia stata la differenza tra due squadre che nel finale si sono equivalse, fino a un errore decisivo di Trento: "Alla fine la differenza è stata minima, forse non c'è nemmeno stata una differenza vera e propria tra noi e loro; due set per parte e un quinto set equilibratissimo. Ma so che per vincere una partita così devi dimostrare una determinazione feroce, e noi l'abbiamo avuta anche nel rischiare qualcosa quando eravamo in vantaggio, e non solo sotto".

    EXIGA, E I SUOI BALLI SCATENATI – Uno dei più scatenati al momento di fare festa è Jean-François Exiga, corso di Ajaccio ormai adottato da Macerata: "E' il momento più bello della mia vita – dice il liberO della Lube, quasi commosso, prima di scatenarsi in un ballo sfrenato sotto i coriandoli – ho lavorato tanto per arrivare fino qui e giocarmi un titolo del genere. Ci sono stati dei momenti nella partita in cui so di aver dato tanto, e so di aver recuperato palloni importanti. Ma qui tutti abbiamo lottato: ora non vedo l'ora di tornarmene a casa e festeggiare con la mia famiglia questo momento magico".

    GIULIANI, VITTORIOSO CON RAMMARICO – Il tecnico della Lube Macerata guarda il trofeo e sa di essersi giocato una bella fetta di tranquillità dopo i primi due set: "Sembra quasi che ci si debba complicare la vita per giocare il volley che sappiamo giocare – dice Alberto Giuliani – perché peggio di così non potevamo cominciare, e questo è un dato di fatto. Ma meglio di così non potevamo reagire, e questo è un altro dato di fatto. E' stata la grande vittoria, di una squadra che non sa che cosa vuol dire arrendersi".

    TRENTO E LE SUE OCCASIONI SPRECATE – Per due volte Kaziyski ha avuto in banda la palla della vittoria. E l'ha sprecata. Ma quella che pesa di più è quella valutata fuori dagli arbitri che ha dato lo scudetto alla Lube Banca Marche: "Per la verità abbiamo commesso degli errori anche noi – dice senza dare peso alle inevitabili polemiche e senza giustificazionij il tecnico di Trento Radostin Stoytchev – ed è su questo che dobbiamo riflettere. Loro sono stati molto intelligenti a cambiare gioco, invertendo gli schiacciatori e puntando con molta maggiore decisione su servizio e centro. Non abbiamo saputo reagire con continuità quando era il momento e quando avremmo dovuto chiudere il match abbiamo sbagliato palloni pesanti. Ma questa squadra non ha certo chiuso qui e così: può vincere ancora, e molto. Il nostro ciclo proseguirà".