Casey Stoner (HRC, 1° classificato) voto 9 Azzarda la mossa di montare la gomma morbida sul posteriore e proprio su questa scelta costruisce la base del trionfo a Laguna, il secondo successo consecutivo successo su questo tracciato dove quattro anni fa in sella alla Ducati aveva preso la ‘paga’ da Valentino in Yamaha. Questa volta Casey, al quarto successo stagionale e che con questo risultato si riporta a 32 punti da Lorenzo, è impeccabile anche nella strategia di gara. Dosa raziocinio e aggressività, facendo sfiancare Lorenzo per poi sorpassarlo in fondo al rettilineo quando mancano meno di dieci giri alla bandiera a scacchi.
Jorge Lorenzo (Yamaha, 2° classificato) voto 8 Sogna per 20 giri la vittoria poi deve arrendersi al ritorno prepotente di Casey Stoner e decide che, a otto gare dalla fine della stagione, è cosa buona e giusta accontentarsi del secondo posto ed allungare di quattro punti sul più immediato inseguitore Pedrosa. Stratega.
Dani Pedrosa (HRC, 3° classificato) voto 7 La partenza è efficace come di consueto poi però tende a spegnersi come spesso gli capita spesso. Prova a stare attaccato ai tubi di scarico di Lorenzo e Stoner ma deve arrendersi e così preferisce a prendersi il massimo possibile con il minimo sforzo: un terzo posto (il quarto in una stagione in cui il rider iberico è andato a podio in 9 delle 10 gare finora disputate) che mantiene vive le speranze di titolo. Per quanto ancora? Lo sapremo molto presto…
Andrea Dovizioso (Yamaha Tech III, 4° classificato) voto 7 Impossibile confermarsi sul podio come gli era successo nelle ultime tre gare, il Dovi riesce comunque ad ottenere il massimo: un quarto posto beffando per l’ennesima volta il compagno d squadra Cal Crutchlow. Sta facendo la stagione della vita ed è una vera ingiustizia che, salvo clamorosi colpi di scena, la Yamaha non gli consegni la M1 ufficiale che Ben Spies lascerà libera alla fine di questa stagione. Purtroppo anche in Motogp la meritocrazia non basta per ottenere un posto prestigioso e questo fa male al rider forlivese ma anche a tutto il motociclismo.
Cal Crutchlow (Yamaha Tech III, 5° classificato) voto 5.5 Avrebbe la possibilità di arrivare davanti al compagno di squadra ma anche questa volta viene beffato dallo scudiero. Dopo l’inizio sprint che avevano attratto l’interesse di tante squadre, l’ex campione del mondo Supersport ha avuto qualche battuta d’arresto che potrebbe aver fatto sorgere qualche dubbio sulla consistenza di questo pilota dal cuore grande ma forse ancora un po’ grezzo per fare la voce grossa in un team ufficiale.
Nicky Hayden (Ducati, 6° posto) voto 6 Onora il rinnovo con Ducati con un sesto posto al termine di una bella rimonta. La sensazione è che il figlio del Kentucky si sia guadagnato la chance di restare nel team ufficiale della squadra italiana per due motivi: perché Nicky dà sempre il 100% e riesce (quasi) sempre a cavare il massimo possibile inoltre perché è uno che parla poco e preferisce lavorare in pista per provare a risolvere i tanti problemi che la Desmosedici ha. Alla luce di questi due pregi difficile biasimare la scelta di una team che, quasi certamente perderà Rossi, ma potrà comunque ripartire dall’esperienza e la disponibilità di un pilota concreto ed esperto come Kentucky Kid.
Stefan Bradl (Honda LCR, 7° posto) voto 6 Settimo posto alla prima volta su un tracciato complicato come quello californiano è tutt’altro che un brutto risultato per un pilota che cresce a visto d’occhio e tra un paio d’anni potrebbe diventare uno dei possibili big della categoria.
Ben Spies (Yamaha, ritirato) voto 4 Nella settimana in cui aveva annunciato il suo addio al veleno alla Yamaha si aspettava un rendimento migliore sul tracciato di casa però per ‘Elbowz’, questa non è proprio l’annata buona per il texano che viene sbalzato a terra in maniera inspiegabile all’ingresso del Cavatappi e trova il secondo ritiro della stagione.
Valentino Rossi (Ducati, ritirato) voto 4 Per la prima volta in questa annata non finisce a punti e per di più finisce anche a rotolare sull’asfalto dopo una scivolata potenzialmente molto pericolosa alle porte del Cavatappi. L’ennesimo segnale che la Desmosedici, a due anni di distanza, resta un cavallo imbizzarrito per il Dottore che ha capito che per tornare a vincere forse è meglio tornare al passato: la Yamaha e Lorenzo lo aspettano nella speranza (dei fedelissimi di Valentino, di Ezpeleta, degli sponsor e di tutto il circus del motomondiale) che Rossi torna davvero protagonista e a lottare per qualcosa di importante.

