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    Ciclismo - Pagelle della Vuelta: Rodriguez meglio di Contador

    Il podio tutto spagnolo, la resa di Froome, le rivelazioni colombiane, il ritorno di Gilbert e i sorrisi italiani: diamo i voti ai protagonisti di questa bellissima e indimenticabile edizione della Vuelta a España

    ALBERTO CONTADOR: 9 - Era il favorito della vigilia, ma - dopo un anno forzato lontano dalle corse - non poteva vincere un altro grande giro dominando dai primi giorni e così è stato, eppure a Contador “è bastata” un’azione da fuoriclasse per vincere la sua seconda Vuelta a España. Se la fuga capolavoro di Fuente Dé sarà ricordata come una delle imprese più belle del ciclismo moderno e gli innumerabili attacchi in salita - a partire e soprattutto da Arrate con una classifica ancora tutta da definire - sono diventati presto il motivo più avvincente di questa bellissima Roja, bisogna ammettere che sui traguardi in scalata non ha mai battuto Rodriguez e ha un po’ faticato sui Gpm più lunghi come la Cima Fernandez. Che quella di quest’anno sia la quinta o, come rivendicato ieri all’arrivo nella sua Madrid, la settima iride dopo tre Tour de France e due Giri d’Italia poco importa: Alberto Contador è il miglior ciclista degli ultimi anni.

    JOAQUIM RODRIGUEZ: 10 - In maglia rossa per quindici giorni, Purito è stato - malgrado la maglia a pois di Simon CLARKE (8) che ha vinto la controversa tappa di Valdezcaray - il re degli arrivi in salita (ben dieci!) di questa edizione della Vuelta con un bellissimo tris di tappa (Fuerte de Rapitán, Mirador de Ézaro, e Puerto de Ancares) e la ruota sempre davanti a Contador. Sorprendente sesto nella crono di Pontevedra che, come a Milano, lo dava per condannato, Rodriguez ha pagato un prezzo altissimo nella fatal Fuente abbandonato da una Katusha poco reattiva e da tutti gli altri uomini di classifica. Indefesso sulla Bola del Mundo, persa la roja Rodriguez ha difeso la maglia verde fino al secondo e immeritato scacco di ieri a Madrid, ma Purito si consoli con la medaglia d’oro della sportività: dopo la fortuita caduta di Valverde nella quarta frazione è stato il primo, anzi l’unico, a scusarsi con il suo ex-capitano per non aver rallentato e incassata la fuga di Contador ha dichiarato di sentirsi felice per aver partecipato, sebbene da sconfitto, a una delle tappe più belle nella storia del ciclismo… Noblesse oblige.

    ALEJANDRO VALVERDE: 9 - La Movistar voleva difendere il titolo di Juanjo COBO (4, subito fuori classifica e con più di due ore di ritardo da Contador), premurandosi di schierare Valverde per una preventiva caduta morbida e invece è arrivato un inatteso secondo posto con tante prove di forza e resistenza in salita. In maglia rossa sul santuario di Arrate soffiando il successo di tappa a Rodriguez, Valverde cade a Valdezcaray compromettendo la generale, ma poi bissa a La Gallina, firma un grande quarto posto nella crono, sgretola il podio di Froome nelle Asturie e, rispondendo alla fuga di Contador in concorso di merito con Quintana e Beñat INTXAUSTI (7, decimo della generale), si prende anche il secondo posto in classifica. Sulla Bola del Mundo reagisce agli attacchi di Rodriguez e poi gli prende tutto, maglia verde e bianca, facendo la volata (sesto) sul traguardo di Madrid per gli ultimi abbuoni… Argento vivo.

    CHRISTOPHER FROOME: 6 - Il piano era quello di resistere agli scattisti sui temutissimi strappi delle prime due settimane, prendersi la maglia rossa nella crono e consolidarla sulle salite più lunghe delle Asturie dopo lo smalto dimostrato al Tour de France e invece proprio Pontevedra, con un deludente terzo posto dietro a Fredrik KESSIAKOFF (7) e Contador, ha sancito un severo crocevia per il keniota britannico finalmente capitano, da secondo a quarto della generale scivolando fino a 10 minuti di ritardo. L’erosione di Froome è iniziata inesorabile nella prima vera tappa di montagna (Puerto de Ancares) fino ai quasi 5 minuti di distacco all’arrivo sulla Bola del Mundo da Denis MENCHOV (6, il ruggito del vecchio leone nella “classica” più famosa delle Vuelta, ma non assiste come dovrebbe Rodriguez). Chris non merita comunque l’insufficienza per l'alibi del logorio nella Grande Boucle e perché ha cooperato molto con la sua squadra fino a tirare le volate a Ben Swift (4, velocista Sky sempre battuto negli arrivi allo sprint)… Cuore di gregario.

    JOHN DEGENKOLB: 9 - Viana, Logroño, Alcañiz, Sanxenxo e Madrid: Johnny Degenkolb, velocista della Argos-Shimano, ha calato un sorprendente pokerissimo alla Vuelta a España 2012 con l’investitura di re delle volate sul prestigioso traguardo di Paseo del Prado. Battuto solo da Daniele Bennati e dal treno Argos in ritardo a Valladolid, il ventitreenne tedesco si è perfino infilato tra i finisseur a La Lastrilla per giocarsi un illogico, ma coraggioso successo da lontano quando ha capito che il loro attacco avrebbe eluso l’arrivo in volata. E la prossima stagione, quando Degenkolb sfiderà le ruote veloci di Cavendish, Greipel, Goss, Farrar e degli emergenti Démare e Andrea Guardini, ci dirà se i voti potranno diventare pieni.

    PHILIPPE GILBERT: 8 - Le sparate di Barcellona e La Lastrilla ci dicono che il campione belga - anonimo quest’anno nelle classiche del nord e senza medaglia ai Giochi Olimpici dopo i diciotto successi stagionali del 2011 - è da annoverare tra i favoriti per i Mondiali a differenza di Damiano CUNEGO (4) che, sua stessa ammissione, partecipava alla Vuelta per preparare Valkenburg, ma forse chiudere con più di un’ora di ritardo da Contador senza azioni degne di nota e mai nei piazzamenti dei primi dieci di tappa non è il miglior viatico.

    DARIO CATALDO: 9 - Con il suo inferno di 19,4 chilometri al 6,9% di pendenza media e gli ultimi 3.200 metri di rampe tra il 17% e il 20% con punte del 24%, il Cuitu Negru era la salita più temuta, anche perché inedita, di questa Vuelta e Dario Cataldo è stato il primo a scalarla al termine di 130 chilometri di fuga con Thomas De Gendt (6, l’eroe dello Stelvio nell’ultimo Giro d’Italia). Da cronoman (titolo nazionale) a campione di fatica, è di Cataldo la firma italiana più bella della Roja 2012.

    DANIELE BENNATI: 8 - Che bella notizia per il nostro ciclismo: dopo un anno di calvarioalla Vuelta Daniele Bennati è stato l’unico in grado di battere Degenkolb in volata firmando a Valladolid il cinquantesimo successo di una grande carriera. Per Bennati anche due secondi e un terzo posto, mentre le altre tracce italiane in Spagna sono state di Rinaldo NOCENTINI (7), diciassettesimo a 22:30 dalla maglia rossa, primo nostrano in classifica generale con un onorevole quinto posto a Fuente Dé dove ha preso parte alla fuga capolavoro di Contador.

    CHIAROSCURI LIQUIGAS, Eros CAPECCHI: 5 - Per la prima volta capitano, non ha sempre resistito alla selezione del gruppo dei migliori: sesto alla Bola del Mundo, peccato per il coinvolgimento nella caduta di Valdezcaray e per le giornate no sul Cuitu Negru e ai Lagos de Covadonga. Elia VIVIANI: 6 - Tornato su strada dopo l’omnium da pistard ai Giochi Olimpici, ci ha provato sempre in volata con due secondi posti dietro a Degenkolb e perfino da lontano a Ferrol quando la fuga al traguardo ha premiato l’inglese Stephen CUMMINGS (7) della BMC, il team dove Alessandro BALLAN (6) ha lavorato con zelo per Gilbert.

    RUOTE PROMETTENTI - Lo statunitense Andrew TALANSKY (7), settimo a 13:28 da Contador, è il milglior under-25 della classifica finale, ma il ciclismo del futuro parla specialmente colombiano con Nairo QUINTANA (8) e i Cafeteros della Sky - Sergio HENAO (7) e Rigoberto URAN (7) - che alla Vuelta sono stati i migliori gregari. Quintana, 22 anni, è la più bella scoperta di questa edizione della Roja mentre gli inseparabili Uran - maglia bianca al Giro e argento olimpico a Londra - ed Henao hanno fatto da angeli custodi a Chris Froome.

    Adam HANSEN: 7 - Un ultimo riconoscimento spetta a Nicolas CASTROVIEJO (7, prima maglia rossa dopo la cronosquadre di Pamplona) e ad Adam Hansen, australiano della Lotto-Belisol, che è l'unico corridore dell'anno a concludere i tre grandi giri (134esimo con 3.03:02 di ritardo da Contador): se vi sembra un dettaglio…