ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Panucci "Zamparini, tieniti pure i soldi"

    L'ex dirigente del Palermo spiega i motivi dell'addio ai rosanero: "Il presidente vuole persone che gli dicano sempre sì, mentre io lo stipendio voglio guadagnarmelo. I 400mila euro non mi interessano". (foto AP/LaPresse)

    Che quello tra Zamparini e Panucci sarebbe stato un rapporto "scintillante" lo si poteva intuire fin dall'inizio e che finisse in così breve tempo probabilmente era già scritto. Si tratta di due caratteri forti, due persone che non accettano compromessi e che cercano di far prevalere sempre le proprie idee. L'unica speranza era quella che proprio perché così simili i due potessero andare d'accordo.

    Non è stato così e dopo soli 34 giorni le strade si sono già separate. Il presidente del Palermo ha già fornito la propria versione dei fatti nella conferenza stampa di martedì scorso, alla vigilia del match con il Parma: "Ha grandi potenzialità ma forse caratterialmente non è pronto a svolgere un determinato ruolo. Lui forse pensava di dover gestire tutto da solo, io invece non gli avevo dato carta bianca. Doveva svolgere un lavoro di equipe insieme a me, Perinetti e Cattani".

    Adesso tocca a Christian Panucci che ha espresso il suo pensiero in una intervista al Corriere dello Sport in edicola oggi: "Avevo accettato la proposta con grandi motivazioni e avevo instaurato con i giocatori, lo staff e l'allenatore un rapporto eccezionale - spiega Panucci -. Avevo imposto delle regole nello spogliatoio e i ragazzi erano contenti, ma sono andato in contrasto con il presidente. Da responsabile dell'area tecnica, coordinatore anche degli osservatori da mandare in giro avrei dovuto dare una linea ed esporla al presidente. Se Zamparini aveva in mente altri giocatori avrebbe dovuto coinvolgermi. Avrei preso un aereo, sarei andato a seguirli di persona perché per non sbagliare un acquisto bisogna scegliere l'uomo. E' chiaro che nel mio ruolo avrei dovuto rendere conto al presidente, ma anche a una città che mi ha accolto benissimo e che vuole un grande Palermo".

    La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'annuncio dell'imminente arrivo di Giorgio Perinetti: "Quelle dichiarazioni mi hanno dato fastidio perché in quel modo il presidente mi ha delegittimato - afferma Panucci -. Se Zamparini decide tutto da solo i 400 mila euro che ha detto che guadagnavo glieli lascio. Io voglio guadagnarmeli. Non sono andato a Palermo per mangiare i cannoli. Ringrazio Zamparini per l'opportunità che mi ha dato, ma lui è un padre-padrone che vuole fare tutto da solo. E' bello parlare di calcio con lui, ma non può pensare di decidere tutto da solo. L'arrivo di Perinetti sarebbe stato molto positivo per me, mi avrebbe aiutato a crescere con la sua grande esperienza, ma poi saremmo stati in quattro a fare il mercato. Con chi avrebbe dovuto parlare un procuratore. Io credo che solo cambiando sistema si può costruire un grande Palermo".

    "Il mio pensiero sulla squadra attuale? E' troppo offensiva, con quattro innesti si può dare equilibrio - conclude Panucci -. Bastava poco per fare una buona squadra. Non potevo accettare che il Palermo trattasse un giocatore e io non lo sapevo. Cattani va e viene dal sudamerica e io venivo informato solo a cose fatte. In Italia o in Francia non ci sono giocatori validi? Mi dispiace aver lasciato Palermo. Ma se Zamparini elimina alcune persone che lo circondano e che fa solo i propri interessi personali può fare comunque un grande Palermo".