"LO SO CHE NON E' FACILE, MA CERCATE DI STARE TRANQUILLI..." - E' in questa frase, sussurrata in cuffia ad Andrea Stella a sei giri dal termine della gara di Hockenheim che si completa l'opera d'arte di Fernando Alonso. Lo spagnolo scherza su Twitter (@alo_oficial) pubblicando la stampa della comunicazione fatta ai box. Una frase da padre più che da figlio. La situazione è complicata con Button che continua a guadagnare decimi e lo spettro del calo mescole di Silverstone. Sarebbe uno schiaffo perdere il gradino alto del podio per la seconda volta consecutiva dopo un sabato e tre quarti di gara perfetti. Va bene, ragionando in corsa al titolo anche il secondo posto sarebbe utilissimo a Fernando ma vincere ha sempre un altro sapore. "Cercate di stare tranquilli. Qui è tutto a posto". La Ferrari non vola ma resta a galla quanto basta per tenere a bada lo scatenato Button e Alonso è consapevole che stavolta la vittoria non gliela porta via nessuno. Button paga forse quello spiattelamento al rientro in pista dal secondo pit stop. In questa Formula Uno i successi si costruiscono sui dettagli e da una parte ci sono Button e le sue staccate al limite, Vettel e le sue continue escursioni sul sintetico e salti sul cordolo. Dall'altra c'è Fernando Alonso, la perfezione di uno che queste Pirelli le ha ormai capite e metabolizzate. La gestione di Hockenheim è qualcosa che dovrebbe essere registrata su nastro e consegnata a ogni ragazzino che sogna di fare il pilota. Non ha sbagliato niente Fernando e anzi, per una volta si è preso il lusso di illudere gli avversari e giocare con le emozioni dei suoi tifosi. Basta andare a rileggere i commenti in rete, quando al 35esimo giro si parlava di "Button e Vettel che vanno a riprendere Alonso" e si facevano calcoli sul secondo o terzo posto della Ferrari. La rete registra tutto ed è divertentissimo andarsi a rileggere commenti, twitt e battute a fine gara.
GIRO DI BOA, LA TRASFORMAZIONE FERRARI - Ha fatto passi da gigante questa Ferrari e il potenziale si vedeva fin dalle prime gare. Mancavano dettagli, mancava soprattutto il cervello a questa Ferrari. Il pilota, Alonso, non è mai stato in discussione e l'avvio di stagione ha confermato la superiorità dello spagnolo. Già, perché nel caso di Alonso la solita battuta dell'avversario invidioso "Eh, ma vince per la macchina..." non funziona. Adesso va di moda scaricare tutto sulla fortuna. Una fortuna che dura 67 giri di Hockenheim, due o tre pit stop a gara, etc. La fortuna più grande della storia. No, Alonso a Hockenheim ha dimostrato una volta per tutte che non possiamo neanche dare la colpa alla sorte. Non è la fortuna a permetterti di tenere a bada due campioni del mondo su due monoposto forse più forti della tua Ferrari. Non è la fortuna a farti andare per 22 volte consecutive a punti. Non è la sorte a metterti in testa al mondiale piloti, con 44 punti di vantaggio al giro di boa del mondiale. La concorrenza è spietata e tutto può succedere, novembre è ancora lontanissimo ma la Ferrari è riuscita nell'impresa, è il caso di dirlo, di annullare il gap con le dirette rivali. E lo ha fatto sul campo. Per questo, dopo le tante e giustissime critiche al muretto Ferrari, forse sarebbe giusto "loggarsi" e digitare una parolina da cinque tasti: "bravi". Tanto per non scivolare nell'errore del fanatico che punta il dito, preme il grilletto e quando la storia si rivolta contro, scappa via o ancor peggio si mette una maschera e scende in piazza a festeggiare. Noi in Italia siamo esperti in questo perverso gioco, la Nazionale insegna. Tutti professori, giornalisti, ct e politici dietro una tastiera o nel salotto di casa. A sentire e leggere la "voce popolare" questo dovrebbe essere il paese più pulito e corretto del mondo. Sappiamo tutti che purtroppo non è così.
UNGHERIA E PAUSA, ARRIVA IL MOMENTO DECISIVO - Dare a un tipo come Alonso tutto questo vantaggio in classifica è un rischio ma è meglio ascoltare i consigli di Stefano Domenicali. Il mondiale è ancora lungo e adesso arriva il bello. Ferrari davanti e in crescita ma la pausa estiva porta sempre qualche novità e non basta certo una gara e mezzo di distacco a chiudere i conti. Arriva il momento decisivo per gli uomini in rosso. Gestire nel migliore dei modi ogni singolo punto. Alonso si dovrà inventare di tutto, anche lottare per un semplice punticino. A questo punto non serve arrivare sempre e comunque primi e Alonso, a differenza dell'esuberante Vettel, abituato ai record in solitaria, lo sa. Ennesimo esame in casa Ferrari, il materiale c'è e il primo posto anche. Non c'è neanche il problema della seconda guida che porta via punti al primo volante (lo avevamo detto nell'ormai famosa sportellata "Ferrari, questo potrebbe essere il tuo anno"). Massa, in effetti, è diventato decisivo per il mondiale di Alonso. Comincia un altro mondiale. E per una volta cerchiamo di non limitarci a insulti da curva e "tutta colpa della fortuna". Godiamocelo.
