Un clamoroso, incredibile, sciagurato errore di Gigi Buffon riapre il campionato e porta il Milan a -1. A sei minuti dalla fine infatti, con la Juventus in controllo del match e in superiorità numerica (espulso Cuadrado in avvio di primo tempo), il portiere della nazionale sbaglia un controllo su un semplice retropassaggio e permette a Bertolacci di infilare in rete il gol del pareggio. Nel primo tempo la Juventus era andato subito in vantaggio grazie al gol al 9’ di Marchisio. Più volte vicina al gol con Vidal – in almeno 3 occasioni – Matri e Quagliarella, la Juventus non ha chiuso la gara consentendo ai salentini di strappare un punto che li tiene vivi nella corsa salvezza. Bianconeri ora obbligati alla vittoria sia con il Cagliari che l’Atalanta.
Il Milan non manca l'appuntamento con i tre punti necessari per annullare il primo match ball della Juventus. Un successo netto, per 2-0 grazie ai gol di Muntari in apertura e Robinho nei minuti di recupero. Nonostante un inguardabile Ibrahimovic, beccato dal pubblico di San Siro e protagonista di un errore in area, solo davanti al portiere, i rossoneri battono l'Atalanta e grazie al pareggio della Juve si portano a un solo punto dai bianconeri in vetta alal classifica. Atalantini pericolosi in un paio di occasioni con Denis e Tiribocchi ma Abbiati non è mai veramente tirato in causa. Buona la partita del giovane De Sciglio, schierato in difesa e ottimo in fase di copertura e spinta.
La Fiorentina si salva nel finale, e grazie all'uomo più discusso dei suoi: Riccardo Montolivo. E' il centrocampista della Nazionale, che a fine stagione lascerà la squadra viola a parametro zero, a realizzare la doppietta che permette alla formazione di Delio Rossi di riprendere il Novara avanti 2-0 dopo il primo tempo. Di Jeda e Rigoni su calcio di rigore le reti che avevano permesso ai piemontesi di allungare dopo la prima frazione di gioco. Che verrà però ricordata per il raptus di follia che ha colto Delio Rossi al minuto 32 del primo tempo, con il tecnico della Fiorentina che preso letteralmente a pugni Ljajic, richiamato in panchina alla mezz'ora e che - uscendo dal campo - lo aveva applaudito ironicamente.
Prima sconfitta in campionato per Andrea Stramaccioni, quinta vittoria di fila per Roberto Donadoni (record assoluto nella storia crociata). I nerazzurri passano subito in vantaggio con un contropiede avviato da Alvarez e chiuso in gol da Sneijder (13'), ma progressivamente perdono forza fisica e si assiste a una grande crescita dei padroni di casa. Tra 53' e 55', quindi, il ribaltone. Giovinco si scatena e prima ruba palla a Lucio servendo a Marques l'assist per il primo gol in A dello spagnolo, poi chiude in prima persona il 2-1. E, all'83', avvia la ripartenza che porta al tris dell'ex Biabiany. Brusco stop in ottica europea per l'Inter.
La Lazio gioca una gara di enorme cuore ma non va oltre un pareggio per 1-1 contro il Siena e perde punti importantissimi nella lotto per il terzo posto. I biancocelesti partono forte e creano subito diverse occasioni da gol ma alla prima offensiva il Siena passa con l'undicesimo gol stagionale di Mattia Destro. Nella ripresa la Lazo, che perde Rocchi per infortunio, trova il pari con un rigore concesso da Celi per atterramento di Candreva in area. Dal dischetto Ledesma fa 1-1. La squadra di Reja continua a premere ma le parate di Pegolo e una traversa di Kozac a 8 minuti dalla fine impediscono alla Lazio di trovare la vittoria che manca da cinque turni.
Vittoria importante per l'Udinese di Guidolin, che passa di misura sul sintetico di Cesena e conquista tre punti fondamentali in chiave Europa: se non sarà Champions, l'obiettivo per Di Natale e compagni è quello di riuscire a raggiungere almeno l'Europa League. Di Fabbrini, al primo gol in Serie A su assist di Danilo, la rete che decide la partita. Il Cesena può recriminare per un errore sbagliato da Mutu (traversa) quando il risultato vedeva però già l'Udinese in vantaggio.
Al Massimino si affrontano due squadre già palesemente soddisfatte della stagione disputata e ne vien fuori una partita a viso aperto, ma senza grosse emozioni. Il Catania parte meglio ma non riesce a concretizzare, lo stesso che accade al Bologna nella seconda metà di primo tempo. I siciliani padroni di casa provano ad alzare il ritmo nella ripresa, accelerando in particolare dopo il 70’, con Agliardi costretto a due interventi decisivi nell’arco di un minuto su Gomez prima e Bergessio poi. All’80’ arriva quindi “puntuale” il gol del Bologna: è Gaston Ramirez a decidere la partita con un gran sinistro dalla distanza che coglie impreparato Carrizo e regala altri 3 punti alla squadra di Pioli, che sale a quota 48 superando proprio il Catania.
Nel clima surreale dello Stadio Rigamonti a porte chiuse regna un silenzio interrotto solo dall’urlo di Bosco Jankovic. Nel primo tempo è una gara equilibrata: Cagliari guardingo e Genoa più intraprendente alla ricerca di punti fondamentali in ottica salvezza. Dopo un paio di occasioni per parte passa il Genoa sugli sviluppi di un corner: all’11’ la difesa sarda si dimentica di Palacio che tutto solo batte Agazzi. Passa poco più di un minuto e il Cagliari pareggia: è Ariaudo che rimedia all’inspiegabile errore di Pinilla da due passi. Ripresa poco emozionante, col copione che non cambia: Genoa che spinge nella sua metà campo un Cagliari da stanare e sardi che si affidano a sterici quanto sporadici contropiede. Decide tutto il serbo Jankovic, che entra per cambiare il volto al match e batte Agazzi con una punizione magistrale battuta con grande potenza.
