Archiviata la pesante sconfitta casalinga con lo Spezia, il Livorno torna a vincere in campionato e si riprende di prepotenza il secondo posto in classifica. Il gap con la capolista schiacciasassi Sassuolo rimane invariato. È il modo miglior per presentarsi allo scontro diretto promozione con il Verona di Mandorlini terzo in classifica. La Reggina ha ben figurato al cospetto di una delle corazzate del campionato cadetto. I calabresi non possono imputarsi nulla: la loro è stata una prova all’altezza, per giunta contraddistinta da due traverse clamorose. Il problema? Di fronte si è ritrovata un Livorno ormai consapevole della propria forza, a tratti spietato.
BOTTA E RISPOSTA - Nicola sorprende tutti e rinuncia al consueto 4-3-3 per presentare un inedito 4-4-2 con Luci e Schiattarella nel ruolo di (falsi) esterni. Nella Reggina Melara – buona la sua prova – vince il ballottaggio con D’Alessandro. La prima mezzora non regala alcun sussulto: l’equilibrio in campo è totale, le squadre – corte – si annullano a vicende. Il match entra nel vivo nell’ultimo quarto d’ora. Sono i padroni di casa ad aprire le marcature. Tutto nasce da un calcio piazzato di Ceravolo (una costante, i suoi cross tagliati metteranno a più riprese in difficoltà la retroguardia labronica). L’incornata di Ely è perentoria, ci vuole un Fiorillo miracoloso per ribattere il tiro: il portiere del Livorno non fa però i conti con Adejo che – ben appostato – ribadisce in rete il più comodo dei tap-in. La reazione degli ospiti è immediata. Emerson – ex molto rimpianto – si lancia in una serpentina da favola, eludendo due difensori della Reggina con irrisoria facilità. La palla transita dalle parti di Dionisi, abile a scartare il portiere avversario e insaccare a porta vuota. Terzo centro in campionato per lui.
RIPRESA SPETTACOLARE - Nella ripresa non c’è più spazio per i tatticismi. Lo dimostra ben presto Gemiti quando si accentra dalla sinistra e lascia partire un violentissimo destro che si stampa sulla traversa. La Reggina ristabilisce immediatamente la parità nel conto dei legni con un’inzuccata di Fischnaller sull’imbeccata di Ceravolo – ancora da calcio piazzato. Traversa che tremerà a lungo. Il tuffo miracoloso di Baiocco per togliere il destro di Dionisi dall’incrocio dei pali è il preludio del vantaggio del Livorno. Questa volta è un assolo di Paulinho: il brasiliano grazie a un controllo di palla illuminato (alla Pirlo) elude l’intervento di Di Bari ed è libero d’involarsi a rete. Da fuori area il bomber brasiliano disegna un interno destro a giro che s’insacca all’incrocio dei pali. Rimonta completata e quarto centro in campionato per il numero nove del Livorno. I padroni di casa non ci stanno, ma la serata calabrese non è baciata dalla buona sorte: il destro da distanza siderale di Hetemaj termina la sua corsa ancora una volta sulla traversa. Passano una manciata di minuti ed è ancora Dionisi a chiudere la partita. L’azione del 3-1 del Livorno è da manuale del calcio: filtrante di Luci, velo di Dionisi, assist di Paulinho e destro chirurgico di Dionisi alle spalle di Baiocco: 3-1, doppietta e quarto gol in campionato per Dionisi. Nel finale mister Nicola e i suoi ragazzi possono dar libero sfogo alla loro gioia ringraziando l’unico tifoso del Livorno giunto a Reggio.

