Dani Pedrosa non la smette più di fare il fenomeno e sul tracciato di casa della Honda ottiene il quinto successo di questa fantastica stagione. Un successo che suona come l’ennesimo campanello d’allarme per Jorge Lorenzo che come ad Aragon deve accontentarsi del secondo posto: un risultato che non lascia tranquillo ‘Por Fuera’ che con tre gare dalla fine della stagione ha solo 28 punti di vantaggio. Con 75 punti ancora a disposizione Por Fuera non può dirsi completamente tranquillo anche perché, se finora Lorenzo tranne ad Assen ha sempre centrato il primo o il secondo posto, l’imprevisto può essere sempre dietro l’angolo e visto lo stato di grazia del pacchetto Honda-Pedrosa la rimonta non è affatto da escludere.
In una gara che ha visto ancora una volta Dani e Por Fuera fare il bello e il cattivo tempo e infliggere distacchi oceanici alla concorrenza da applaudire c’è il terzo posto di Alvaro Bautista che festeggia al meglio il fresco rinnovo con il team Gresini ottenendo il secondo podio stagionale in MotoGp. Iellato Crutchlow, che è stato tradito dal motore della sua Yamaha proprio all’ultimo giro, il quarto posto va ad Andrea Dovizioso che rosicchia altri punti a Casey Stoner che, al rientro, chiude al quinto posto una gara non semplice vista la scarsa autonomia fisica del campione del mondo in carica. Settimo posto per Valentino Rossi, che a Motegi si conferma la migliore delle Ducati in pista ma che non riesce proprio a fare di più per riuscire a battagliare con le Yamaha e Honda, ancora una volta nettamente più competitive.
PEDROSA ROMPE GLI INDUGI A META’ GARA – Nell’ennesima gara da sbadigli, impossibile non definirla tale visto che i sorpassi contati sono stati non più di cinque in tutta la gara e le emozioni col contagocce, Lorenzo parte alla grande allo start e si prende la testa della corsa davanti a Pedrosa, Spies, Crutchlow, Stoner e Bautista. La gara del texano della Yamaha però dura lo spazio di un giro perché va dritto alla curva dopo il rettilineo finendo per l’ennesima volta con un ritiro prematuro. Lorenzo sembra averne di più nella prima parte di gara e Pedrosa nelle prime battute sembra avere difficoltà a tenere il ritmo del numero 99 della Yamaha. E’ però un impressione che dura poco perché Pedrosa inizia a risalire la china e già dal quinto-sesto giro si incolla ai tubi di scarico della M1 del leader del mondiale. Dietro Crutchlow sembra non avere troppe difficoltà a gestire la terza posizione anche perché Stoner non ha la forza nemmeno di restare incollato a Bautista che si issa al quarto posto e inizia l’inseguimento al britannico della Yamaha Tech 3.
All'undicesimo giro la svolta della gara: Pedrosa in rettilineo svernicia Lorenzo e si porta al comando della corsa. La sensazione iniziale è che il maiorchino non abbia fatto nulla per respingere l’attacco di Dani e che sia una mossa di studio. Ma è una percezione sbagliata perché Pedrosa saluta tutti e a suon di giri sull’1”45 basso guadagna decimi su decimi e diventa irraggiungibile per Lorenzo. Con il primo e il secondo posto già ipotecati l’unica bagarre reale resta quella per il terzo posto fra Crutchlow e Bautista. Lo spagnolo del team Gresini a cinque giri dalla fine rompe gli indugi e sorpassa la M1 dell’inglese che prova a ribattere con un sorpasso all’interno il giro seguente ma deve arrendersi allo strapotere della RC212V di Batigas che ripassa davanti. Ci si prepara a un testa a testa all’ultimo giro fra i due ma proprio a poche curve dalla fine, il propulsore della Yamaha di Crutchlow cede permettendo a Dovizioso di issarsi a un insperato quarto posto che gli permette di portarsi a sole cinque lunghezze da Stoner, che chiude al quinto posto, e vede il suo terzo posto nel mondiale sempre più in pericolo.


