ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Pedrosa-Lorenzo e la variabile ordine di scuderia

    33 punti a quattro gare dalla fine del mondiale. A Pedrosa per provare a rimontare il concretissimo Lorenzo serve un miracolo. Dani però dal prossimo GP potrà contare sul ritorno di Stoner che a Motegi potrebbe ricevere dal team l'ordine di aiutare il compagno facendolo passare

    Se il tema della spettacolarità delle gare è ormai trito e ritrito, la tappa di Aragon ha confermato la forza di Dani Pedrosa che dopo la sfortunata gara di Misano (iniziata con un invonveniente tecnico in partenza e poi chiusa dopo due curve a causa della solita irruenza di Barbera) ha ribadito di essere il pilota più in forma del momento ottenendo la terza vittoria nelle ultime quattro gare, la quarta di questa ottima stagione. Un successo che gli ha permesso di assottigliare il gap con Jorge Lorenzo, che con quattro gare da disputare, deve recuperare ben 33 punti.

    Per sperare di riacciuffare l'infallibile Jorge Lorenzo (il maiorchino ad eccezione del ritiro di Assen nei restanti 12 gran premi di questa stagione si è sempre piazzato o 1° o al 2° posto) all'alfiere della HRC non basterà vincere tutte le gare da qui alla fine. Dovrà sperare che il leader del mondiale non arrivi sempre secondo ma che collezioni anche qualche terzo o quarto posto. Pedrosa, insomma ha bisogno di aiuto, per provare a coronare il sogno di diventare campione del mondo della classe regina e questa mano potrebbe dargliela il proprio compagno di squadra Casey Stoner, che a Motegi tornerà in sella alla sua Honda RC212V numero 27.

    E SE ARRIVASSERO GLI ORDINI DI SCUDERIA? - L'australiano, che dopo la rovinosa caduta rimediata nelle qualifiche di Indianapolis è stato costretto a saltare tre gare per operarsi e risolvere la lesione alla caviglia destra, è pronto a rituffarsi nella mischia e correre al massimo quelle chesaranno le ultime gare della sua carriera da motociclista. Con una Honda così a posto e veloce Casey può essere un osso durissimo e lottare non solo per il podio ma anche per la vittoria. Un problema non di poco conto per Lorenzo soprattutto se la HRC decidesse di attuare degli ordini di scuderia ed obbligasse Stoner a cedere la propria posizione a Pedrosa per fargli guadagnare dei punti preziosi in campionato.

    IN F1 E' REGOLARE, I PRECEDENTI NEL MOTOMONDIALE - Una strategia 'odiosa' e, contro lo spirito sportivo, ma che in Formula 1 è ormai stata sdoganata dalla FIA che nel dicembre del 2010 ha abolito l'articolo 39.1 del Regolamento ("Sono vietati gli ordini di scuderia che possono interferire con il risultato di una gara"). Nel motociclismo però l'ostracismo nei confronti di questa pratica è diffusa e la tendenza dei team è quella di non fare gioco squadra. Le eccezioni però a questo oltranzismo non mancano: nel lontano 2003, Emilio Alzamora vinse il campionato mondiale 125 beffando Marco Melandri per un punticino, un punto catturato dallo spagnolo a Phillip Island quando Alzamora ripartì dopo una caduta e venne favorito dal compagno di squadra Angel Nieto, che lo lasciò passare sul traguardo permettendogli di arrivare 15esimo e di ottenere il punto che a fine stagione risultò decisivo. Anche Lorenzo nel 2006, narrò di essere stato favorito dal compagno di squadra Alex Debon che lo lasciò passare per permettergli di guadagnare un piazzamento migliore che risultò importante nella corsa per il mondiale. L'ultimo esempio invece recente arriva dalla Superbike: quando in gara uno a Mosca, Laverty lasciò strada a Biaggi in modo abbastanza sospetto permettendo al Corsaro di acciuffare un terzo posto importante ed insperato.

    COSA FARA' L'HRC? - Ora resta da vedere cosa decideranno Nakamoto e soci in queste ulitime gare. Ieri Suppo a precisa domanda è stato assai evasivo sottolineando come Stoner non regalerà nulla e correrà per vincere come sempre ha fatto. Anche perché Casey questi giochetti non li ha mai tollerati: "Io non credo negli ordini di scuderia - dichiaro il campione del mondo in carica nel luglio del 2011 - Forse si può vincere un campionato con questi, ma secondo me il modo migliore di vincerlo è vincendo le gare. Non penso che dovrebbero esistere ordini di squadra, questo sport non è il calcio: non si è tutti nella stessa squadra, qui ognuno gioca per se”. Chissà se gli faranno cambiare idea...