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    Sportellate - Pedrosa può soffiare il mondiale a Lorenzo?

    A sorpresa il mondiale MotoGp è vivo: merito di Dani Pedrosa mai stato così fisicamente integro e veloce. Per battere un Jorge Lorenzo chirurgico e mai stato così forte dal punto di vista mentale serve che l'alfiere dell'Hrc vinca almeno 4 delle ultime 7 gare stagionali (Foto Ap/LaPresse)

    Ora che i pesci grossi si sono sistemati, che Valentino Rossi ha annunciato il suo ritorno in Yamaha, che Casey Stoner è praticamente uscito dai giochi per il mondiale (39 punti da recuperare su Lorenzo con una gamba menomata dall’high side di sabato ad Indy è difficile immaginarsi una rimonta dell'australiano) di spunti interessanti da qui alla fine dell’anno ce ne è rimasto soprattutto uno: può davvero Dani Pedrosa soffiare il titolo mondiale al connazionale Jorge Lorenzo?

    Sulla carta verrebbe da dire assolutamente sì: 18 punti di margine con sette gare ancora da disputare sono una vera e propria inezia e il giovane veterano della HRC mai come quest’anno sta facendo la stagione della vita mostrando oltre alla continuità di rendimento (mai un ritiro e 10 podi in 11 gare) anche di restare lontano dagli infortuni che lo hanno frenato in passato.

    L’unico dubbio riguarda le vittorie che Pedrosa riuscirà a cogliere sui prossimi tracciati (Brno, Misano, Aragon, Motegi, Sepang, Phillip Island e Valencia). Nelle sue sei precedenti stagioni disputate in MotoGp, il quasi 27enne di Sabadell è riuscito ad ottenere mai più di quattro successi in una stagione (è successo nel 2010 quando salì sul gradino più alto del podio al Mugello, al Sachsenring,ad Indianapolis e a Misano).

    La sensazione è che se Dani vorrà davvero laurearsi campione del mondo della classe regina questo ruolino non basterà: oltre ai due succcessi già ottenuti ne serviranno almeno altri quattro per battere un Lorenzo, semplicemente stellare che, tolta la disgraziata carambola provocata da Bautista ad Assen e lo ha costretto al ritiro, ha finora ottenuto cinque vittorie ed altrettanti secondi posti.

    Insomma perché l’alfiere del team Repsol possa davvero coltivare i sogni di gloria serve che oltre a Misano e Motegi, piste dove nel 2010 e nel 201 ha vinto ma dove lo stesso Lorenzo ha una ottima tradizione, Pedrosa tiri fuori un paio di jolly anche in piste molto diverse come Brno, Aragon, Phillip Island e Valencia. Insomma a Pedrosa, per guadagnarsi questo titolo le vittorie in solitaria, per distacco non bastano. Serve anche tirare fuori gli artigli e battere Lorenzo e, perché no Stoner, anche nei corpo a corpo. Ne sei capace caro Dani?