Tutto come da copione, peccato che nel copione fosse previsto che la 4x100 femminile azzurra non riuscisse a centrare l'ingresso in finale. Federica Pellegrini non basta, sui 100 non riesce a fare la differenza e la sua seconda frazione non colma il gap con le nazioni di testa. Non basta nemmeno una coraggiosa Alice Mizzau, che nella prima frazione si deve confrontare con velociste purosangue del calibro di Marleen Valdhuis (Olanda) e Britta Steffen (Germania), e alla fine l'Italia non può che incassare e arrendersi di fronte a un'effettiva superiorità delle avversarie.
Nulla di grave, comunque, visto che l'eliminazione è arrivata in una staffetta su cui il team azzurro puntava poco o nulla, ben peggio sarebbe stato se si fosse trattato della ben più promettente 4x200. Unica nota positiva è il primato nazionale fatto segnare dal quartetto Mizzau, Pellegrini, Letrari, Ferraioli, che hanno concluso il loro 400 complessivo in 3.39.74.
"Il record italiano, comunque, ci allevia la tristezza. E' sempre un'esperienza molto bella essere in gara alle Olimpiadi. Sapevamo che sarebbe stato molto difficile oggi. Noi abbiamo fatto il massimo: il record italiano lo dimostra. Certo - ha detto Federica Pellegrini su Sky - le staffette veloci per noi italiane, da sempre, sono complicate. Ho rotto comunque il ghiaccio. Va bene così. Domani vediamo cosa succede nei 400 metri", ha concluso la Pellegrini.
In finale entra con il miglior tempo una sorprendente Australia, capace di mettersi alle spalle i sempre temibili Stati Uniti e l'Olanda delle super velociste. Dentro anche Cina, Giappine, Danimarca, Svezia, e le padrone di casa della Gran Bretagna.
L'Italia ha chiuso dodicesima a un secondo e mezzo di distanza dalla qualificazione. Nulla di grave, si è già detto, ma a questo punto viene da chiedersi, per una staffetta così, la Pellegrini non avrebbe potuto portare la bandiera?
