ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Ecco perché il PSG non teme il fair play

    Due anni di spese folli possono essere colmati dall'aumento delle entrate garantito dalla partecipazione alla Champions League, dall'ampliamento del Parco dei Prinicipi e da qualche sponsorizzazione in più

    Ma quanto spende il PSG? Ce lo siamo chiesti subito. In parte perché il clima di crisi a livello mondiale sconsiglierebbe questo tipo di spericolatezze, in parte perché dalle nostre parti il calcio vive ormai di ristrettezze e faticosi pareggi di bilancio. Senza dimenticarsi della grande domanda: come farà Leonardo a evitare le sanzioni della Uefa in vista dell'applicazione del fair play finanziario a partire dal 2013? Proviamo a rispondere.

    DUE ANNI DI SPESE FOLLI - Se anche Zlatan Ibrahimovic deciderà di accettare la corte di Leonardo, fatto che pare ormai inevitabile, il PSG avrà speso 100 milioni di euro cash in questa sola sessione di calciomercato (peraltro non ancora terminata). Tutto merito di quattro colpi da paura: Ezequiel Lavezzi pagato 26 milioni di euro più bonus, Thiago Silva a 45, Zlatan Ibrahimovic a 20 e Marco Verratti a 12. Il tutto senza incassare un solo euro dalle uscite di quattro giocatori in regime di svincolo e in aggiunta ai 96 milioni di euro di passivo fatti registrare nella stagione scorsa, la prima dall'arrivo degli sceicchi. Il totale fa 196 milioni di euro di passivo, che forse aumenteranno o forse diminuiranno leggermente a seconda delle cessioni che dovranno comunque essere affrontate da qui a fine agosto.

    UN BILANCIO DA SECONDA FASCIA - Il bello è questo. Che il PSG, stando al bilancio della stagione 2011, è dietro a tutte le grandi d'Europa e anche alle medio piccole. I parigini hanno registrato introiti decisamente inferiori a quelli del Napoli, tanto per intenderci, ma anche del Sunderland trentesimo nella classifica della Football Money League di Deloitte con 87,9 milioni di euro. Una graduatoria nella quale il PSG nemmeno compare. E allora come si possono sostenere queste spese folli calcolando che il prossimo bilancio sarà il primo preso in esame dalla Uefa per le sanzioni del Fair Play finanziario?

    COME EVITARE LE SANZIONI - Il progetto di Michel Platini è chiaro e graduale. Dal 2013 al 2015 si accetterà un passivo di al massimo 45 milioni di euro, dal 2015 al 2018 di 30. Il tempo, in sostanza, non manca. Anche perché gli introiti del PSG stanno crescendo esponenzialmente da un anno a questa parte. Il Parco dei Principi è divenuto lo stadio di Francia con la miglior media spettatori (41921, battuto il Velodrome di Marsiglia fermo a 40183) e ha aumentato le presenze del 55% rispetto alla stagione precedente (14947 spettatori di media in più). Gli introiti da stadio aumenteranno, dunque. E lo faranno ancora di più quando il PSG si trasferirà allo Stade Denis per i lavori di ampliamento del vecchio impianto, che verrà restituito con una capienza maggiore. Le entrate, però, cresceranno verticalmente grazie all'ingresso in Champions League, che frutterà dai 20 ai 30 milioni di euro a stagione. Già così, in sostanza, si sfonderà il muro dei 100 milioni di introiti che permetterà al club di entrare tra i 10 più ricchi d'Europa. Il resto, poi, lo faranno la ricerca di nuovi mercati nei quali promuovere il marchio del PSG, un club praticamente sconosciuto a livello internazionale e che quindi ha tutto da guadagnare, e qualche soluzione in stile Manchester City. Ricordate la sponsorizzazione della Etihad Airways che tanto fece storcere il naso gli altri club? Gli sceicchi potrebbero pensare a qualcosa di simile anche per il club parigino, che nel 2014 vedrà l'accordo con la Emirates (negoziato dalla dirigenza precedente) andare in scadenza. Un escamotage molto semplice che permette una sorta di rifinanziamento occulto. Anziché avere un presidente che ripiana il passivo direttamente - cosa non permessa dal fair play finanziario - basta che il numero uno del club sponsorizzi la squadra con una delle tante società amiche. E il giochino è fatto. Alla faccia di Platini e dei nostri club.