Emanuele Pesoli, calciatore del Siena, si è incatenato davanti alla sede della Federcalcio a roma per protestare contro la squalifica di tre anni che gli ha comminato la Commissione Disciplinare in seguito alle indagini sul calcio scommesse.
L'intenzione del giocatore è quella di avviare uno sciopero della fame se non otterrà udienza per poter chiarire la propria posizione.
"Mi sento ferito per la condanna, e vorrei un confronto con chi mi accusa, e cioè con Carobbio e Gervasoni. Non sto mettendo in discussione il lavoro dei magistrati e di Palazzi ma mi vorrei difendere in maniera giusta - spiega il giocatore - È una protesta forte, ma mi stanno rovinando la vita per una cosa che non ho fatto. Prima di smettere di giocare vorrei lottare con tutte le mie forze. Attendo qualcuno, il presidente della Figc, Giancarlo Abete, resterò qui fino a quando non ce la faccio più".
La condanna a Pesoli è arrivata per illecito sportivo: è stato chiamato in causa nella tentata combine di Siena-Varese del 21 maggio 2011.
