Nessun rimpianto ma un pizzico d'amarezza per come è finita con la Juventus. Dopo lo sfortunato esordio col Wellington, Alessandro Del Piero parla della sua nuova avventura australiana in un'intervista alla "Gazzetta dello Sport", ribadendo di essere "estremamente convinto" della scelta fatta firmando per il Sydney. "Non sono venuto in Australia per cercare ma per vivere qualcosa di diverso, voglio cogliere tutte le opportunità di questa avventura - dice - Perché una nuova sfida? Prima di tutto per la voglia di giocare a calcio. E farlo qui offre mille motivazioni supplementari. E poi e' un valore aggiunto a livello familiare".
Del Piero nega che la sua sia stata una scelta di ripiego. "Ho avuto ampia possibilità di scelta: America, Brasile, Thailandia, Qatar, Spagna, Inghilterra, Cina, Giappone. Ma non ero in cerca dell'offerta economica più allettante. E sul campo ho vinto tutto: non mi serviva giocare un'altra volta in Champions. Il no al Liverpool? La trattativa col Sydney era avanzata e poi ho pensato a quello che era successo all'Heysel. Juve e Liverpool hanno saputo ricomporre i rapporti, ma per molta gente quella tragedia è un ricordo indelebile".
L'ex capitano bianconero torna poi sul congedo dai 'suoi' tifosi in Juve-Atalanta. "Quel giorno sono andati oltre, me ne hanno parlato anche i miei nuovi compagni del Sydney - racconta - Nessuno mi aveva detto che non avrei giocato più nella Juve ma lo avevo capito. Vedo il tabellone con il mio numero e mi chiedo: 'Ma davvero devo salutare? Davvero esco per l'ultima volta dallo stadio?'".
Il congedo è stato lungo e intenso, "di sicuro è andata benissimo ma gli addii lasciano sempre l'amaro in bocca. Non pensavo che con la Juve sarebbe finita in questo modo, un anno e mezzo fa non l'avrei mai detto. Poi le cose cambiano. Mi resta la grandissima soddisfazione di aver dato alla Juve tutto quello che potevo", sottolinea Del Piero. "Come mi ha lasciato il silenzio di Andrea Agnelli? Indifferente", aggiunge l'ex capitano bianconero, la cui maglia numero 10 resta ancora senza padrone. "La 10 è la maglia più significativa, più sognata, più ambita, più pesante. La più bella. Però non so perché alla Juve sia libera".
Una battuta infine su quel videomessaggio nel 2011 in cui, pur di rinnovare il contratto, si diceva pronto a firmare in bianco. "Certo che lo rifarei - assicura - La domanda giusta sarebbe 'perché fece quel videomessaggio?' E la risposta e' semplice: c'erano troppe voci intorno al mio contratto. Ci tenevo a chiarire che non facevo problemi di soldi ne' di durata. Io volevo solo restare alla Juve"

