"La critica violenta non è mai costruttiva". Lo ha dichiarato il ct azzurro Cesare Prandelli rivolgendosi ai giornalisti in conferenza stampa all'indomani della sconfitta nella finale di Euro2012 contro la Spagna.
Prandelli ha ringraziato i giornalisti presenti per l'applauso ricevuto al suo ingresso in sala. "Questo applauso mi fa credere che anche voi ci credete - continua - Possiamo essere orgogliosi di questa Italia, abbiamo proposto una squadra corretta, che ha fatto vedere un calcio propositivo, non ha creato alcun tipo di polemiche, ricevuto complimenti di tutti e per la prima volta una panchina si alzava per andare a salutare gli avversari. Abbiamo avuto idee, forza di cambiare, abbiamo portato in nazionale la mentalità di club".
"Sono stato bravo a non sentire nessun commento e a mantenere sempre equilibrio nel dare dei giudizi. Forse nell'ultima partita avrei dovuto avere un po' di coraggio nel rivoluzionare la squadra ma sarebbe stata una mancanza di rispetto e di riconoscenza nei confronti di chi mi aveva portato alla finale", le parole del tecnico di Orzinuovi.
"I giocatori pronti per l'immediato futuro? Siamo partiti con un'idea e la squadra ha risposto subito bene, sono tutti ragazzi di una professionalità straordinaria. Complimenti ad Antonio Conte perché i ragazzi del gruppo Juve sono arrivati con grande dedizione, capacità di soffrire, la Spagna riesce ad avere due blocchi e questo aiuta molto, noi abbiamo dovuto lavorare su giocatori provenienti da diverse squadre - ha aggiunto il ct - La vittoria avrebbe fatto bene a tutti ma perdere l'equilibrio a tanti. Ci vuole tempo per arrivare alla continuità, se vogliamo rinnovare dobbiamo farlo per lungo tempo e non vivere per un risultato. Forse non siamo ancora pronti a vincere e quando lo saremo, saremo pronti per rivincere, altrimenti avremo sempre picchi e anni bui".
"Abbiamo trovato un punto in comune, la volontà di cambiare. Alle volte ci si chiede se si sta condividendo un pensiero e poi ho avuto la certezza che il presidente Abete e Albertini vogliono perseguire questa strada e i dubbi sono spariti - aggiunge Prandelli che poi si toglie qualche sassolino - Quando ho fatto le convocazioni non hanno messo in risalto quello, ma che avevo portato mio figlio (Nicolò), che è un professionista, di cui avevo bisogno nello staff tecnico. Ci sono rimasto molto male perché la critica sportiva l'accetto sempre, ma quando si va ad attaccare la persona non l'accetto. Il ragazzo è venuto 35 giorni con noi, lo ha fatto con piacere e non farà vacanze perché domani farà il ritiro col Parma".
"Non chiediamo di modificare i programmi, ma di avere la possibilità ogni 40, 50 giorni, due mesi di potere valutare la crescita dei nostri ragazzi. Così come ha fatto il nostro settore giovanile. Altrimenti che progetto è, che obiettivo abbiamo?!", questa la risposta, decisa, del ct sulla polemica dei calendari. "Ho ricevuto molti messaggi, questa mattina anche da parte di Fabio Capello e mi ha fatto molto piacere, il presidente del Parma Ghirardi si é scusato perché non ha potuto essere presente alla finale e ne arriveranno altri - ha aggiunto Prandelli - Noi dobbiamo ringraziare loro perché ci danno la possibilità di avere i ragazzi. I rapporti con tutti gli allenatori sono ottimi, non mi chiamano per le convocazioni e quei 4-5 che lo hanno fatto mi hanno parlato delle condizioni dei loro giocatori. Prima dell'Europeo siamo stati nei campi di allenamento di tutti i club e da li sono cominciano dei rapporti nuovi".
"Siamo un Paese vecchio, con tante cose da cambiare. Noi siamo venuti qui per cambiare, per perseguire un'idea senza farci condizionare dal risultato - ha proseguito il ct - C'è la volontà da parte nostra di coinvolgere tutte le componenti. Avere una sensibilità nei confronti della Nazionale, quando dico che non frega niente a nessuno e' la verità, poi dopo ci sono tutti. I famosi stage erano un modo per cercare di valorizzare il lavoro dei club, noi possiamo verificare i giovani e così si crea un movimento, si crea la voglia di interagire. Sono sincero quando parlo di progettualità, ho rispetto per la Figc, noi abbiamo la voglia di costruire qualcosa, ma se tra sei mesi i problemi non saranno risolti, se devo allenare una squadra che in otto mesi fa due allenamenti una riflessione la farò".
"Come faremo a sostituire Pirlo? Quando c'è un'idea e c'è la volontà di iniziare un percorso e un progetto - ha aggiunto Prandelli - devi cercare di programmare e valutare questi giocatori, che eventualmente devono prendere il posto di Andrea, anche se mi auguro che Pirlo abbia la volontà di continuare a giocare. Penso di saper fare il mio lavoro, ma se devo fare un allenamento dopo tre o otto mesi... Zeman? Conoscendolo vorrà fare calcio propositivo, quindi molti dei suoi giocatori saranno giovani. Ho letto che avrei dovuto avere rapporti con le società, ma io ho avuto rapporti con giocatori e allenatori, perché tra tecnici non ci sono mai problemi, perché si parla della stessa voglia di migliorare questo calcio. Questa nostra passione è stata contagiosa, la squadra è partita senza grandi aspettative e ha fatto sognare l'Italia", ha concluso il ct azzurro.
