Nonostante il rientro dalla Bulgaria in piena notte, Prandelli ha dormito molto poco nella sua stanza di Coverciano. Ha ripensato alla gara di Sofia e già questa mattina ha voluto analizzare con il suo staff il deludente esordio dei suoi azzurri nel cammino verso i Mondiali di 'Brasile 2014'. "Oggi è il giorno dell'analisi critica, non di far risaltare le cose positive che pure ci sono state - ha raccontato un amareggiato Cesare Prandelli nella conferenza stampa del giorno dopo -. Questa mattina abbiamo lavorato, abbiamo analizzato tutti i dati e la cosa che è balzata agli occhi di tutti è che forse, per la prima volta in due anni, la squadra era molto lunga in campo. E' stata una delle partite più sofferte della mia gestione, abbiamo concesso dieci calci d'angolo e allungato la squadra troppe volte. Certe conoscenze e certe situazioni se non le riproponi le puoi anche dimenticare. Quindi la prima cosa che dobbiamo fare assolutamente è accorciare questa squadra, ricompattare i reparti, ridistribuire le forze fra i giocatori, soprattutto in questi momenti. In vista di martedì voglio cercare e trovare un'identità precisa".
Quella di un'Italia che è reduce da un Europeo più che positivo, da un sogno vissuto fino all'ultimo giorno e svanito soltanto in finale contro la Spagna. La Nazionale di ieri, però, è stata lontana anni luce da quella vista in Polonia e Ucraina. "Non abbiamo ancora parlato con i ragazzi, perché mi piace, nel momento in cui mi confronto con loro, avere un supporto video. Altrimenti - spiega Prandelli - si parla tanto, ma alla fine tutti hanno ragione e nessuno riesce a capire qual è il filo logico. Dopo aver analizzato questi particolari staremo sicuramente sul pezzo". Anche tra i giocatori, in campo, ci sono stati diversi colloqui. "Il fatto di discutere durante la partita non è un bel segnale perché vuol dire che non hai quella sicurezza e quella tranquillità che una squadra deve avere - spiega Prandelli -. Se correggi i compagni vuol dire che molto probabilmente è mancato anche un po' di ordine tattico". Il ct azzurro si allinea ai giudizi negativi e ai voti bassi visti oggi sui giornali ("giusto così") e poi ricorda il percorso che la sua squadra ha fatto nei suoi due anni di gestione.
"Siamo la squadra che ha fatto la finale del campionato europeo e quindi dobbiamo arrivare preparati - ha sottolineato ancora Prandelli -. Dobbiamo ricordarci cosa abbiamo fatto per ottenere certi risultati, che abbiamo giocato con un po' di paura in certe partite perché c'erano sempre molte critiche. Poi, invece, abbiamo ricevuto troppi elogi e io da lunedì continuavo a dire che avremmo avuto una partita particolare. Però umanamente capita, anche inconsciamente, di fare un metro in meno, di giocare una palla con più superficialità". L'unica nota positiva della serata di ieri sera, la prestazione di Osvaldo, autore di una doppietta e di gran lunga il migliore in campo.
"L'avevamo detto che era uno dei giocatori più in forma, che in questo momento può fare la differenza perché ha freschezza fisica e dà profondità. Complimenti perché non era comunque facile. C'erano molte aspettative, non ha cercato il gol per se stesso, non ha voluto a tutti i costi essere protagonista e questa per me è una cosa importante". Domenica per gli azzurri allenamento a Medolla, una delle zone maggiormente colpite dal terremoto.
"Avremmo voluto essere presenti fin da subito, una volta tornati dagli Europei, ma ovviamente non c'era la sicurezza e ce l'hanno sconsigliato - ha concluso Cesare Prandelli -. Abbiamo seguito le dirette da quei posti. Volevamo comunque dire ci siamo, veniamo, siamo con voi. Non è un gesto o una presenza scontata, ma è qualcosa che vogliamo fare. Speriamo di portare una giornata di felicità. Lo facciamo soprattutto per i bambini perché secondo me tutte queste iniziative possono rimanere nella loro memoria, e quando questi bambini saranno grandi, avremo secondo me una società migliore".
L'ALLENAMENTO - Dopo il pareggio di ieri a Sofia, ripresa della preparazione a Coverciano per gli azzurri di Prandelli. Assente De Rossi che dopo l'infortunio muscolare rimediato in Bulgaria è rientrato a Roma dove verrà sottoposto ad accertamenti. Prandelli ha diviso in due il gruppo: per i giocatori scesi in campo ieri dal primo minuto palestra e massaggi. Il resto della rosa, invece, ha svolto una breve parte atletica con giri di campo e una partitella a ranghi misti, su campo ridotto, sei contro sei. La squadra con le pettorine gialle era composta da Viviano, Cassani, Peluso, Poli, Insigne e Destro; la squadra con la maglia blu da Sirigu, Acerbi, Nocerino, Borini, Diamanti e Pazzini. Verratti invece agiva da jolly, partecipando alla fase d'attacco delle due squadre. In gol sei volte Destro, tre Diamanti, due Poli, una Nocerino, Borini, Pazzini e Insigne.
DANIMARCA-REPUBBLICA CECA 0-0 - Pareggio a reti inviolate nel match disputato per la prima giornata del Gruppo B, lo stesso degli azzurri. Un risultato che definisce al meglio i contorni di un match noioso. Un punto per entrambe le squadre che non complica affatto il cammino dell'Italia verso il Mondiale brasiliano.

