Che questo non fosse un match come gli altri per il Chelsea era chiaro più o meno a tutti. Da una parte, sicuramente, il fatto di incontrare l’ex Villas Boas, dall’altra invece, forse più interessante, il primo vero banco di prova per gli uomini di Di Matteo (dopo l’Arsenal) per testare le ambizioni da titolo. E alla fine ne escono promossi, ma col “debito”. I Blues si impongono sì infatti per 4-2 su un campo per loro tabù dal 2005 ma, il quarto d’ora di pausa a inizio ripresa che permette a Gallas e Defoe di portare temporaneamente in vantaggio il Tottenham, può in ottica futura pesare per una squadra che vuole ambire al titolo.
Detto questo il Chelsea gioca una gran partita, soprattutto nel primo tempo. I Blues scendono in campo annichilendo tecnicamente e tatticamente un Tottenham che senza Bale e Dembelè è a tratti irriconoscibile. La pressione degli Spurs è praticamente sempre saltata dall’ottimo centrocampo dei Blues e dopo un paio di occasioni più o meno nitide il Chelsea passa con Cahill al 17’: dagli sviluppi di un tiro dalla bandierina Gallas – sarà sciagurata alla fine la sua prova – non riesce a pulire l’area e il difensore dei Blues fulmina Friedel con un destro di rara potenza.
UN QUARTO D'ORA DI SONNO - Il controllo del Chelsea, che “rischia” solo nel finale di tempo quando il Tottenham prova finalmente una reazione d’orgoglio, è tale da far pensare a un secondo tempo di controllo. E invece… Invece l’intervallo funge da bacchetta magica. Il Tottenham rientra in versione Chelsea e i Blues, a loro volta, escono nel modello “Spurs primo tempo”. Nemmeno il tempo del fischio iniziale e Gallas, con la complicità di una difesa immobile, pareggia: dagli sviluppi di una punizione Vertonghen sponda di prima al centro e il difensore francese infila da zero metri. Gli uomini di AVB prendono coraggio e nel giro in 9 minuti trovano il raddoppio: prima Sigurdsson testa i riflessi di Cech e poi Defoe, perso in area da Cahill, devia sottoporta un tiro-cross di Lennon per il delirio di un White Hart Lane a metà tra l’incredulo e l’esaltato.
EFFETTO SVANITO - Il the alla valeriana dei campioni d’Europa dura però giusto il tempo di un quarto d’ora e svanito l’effetto soporifero i Blues tornano a prendere in mano le redini del gioco… e per la ballerina difesa di Villas Boas sono guai. Al 66’ Gallas, di nuovo, non riesce a pulire l’area (questa volta con i piedi) e Mata, dalla retrovie, fredda l’incolpevole Friedel. Passano 3 minuti e l’immobile difesa degli Spurs si fa beffare dall’unico colpo di genio della giornata di Hazard che con un no-look pesca il movimento ancora di Mata: Walker non fa la diagonale, Gallas è lento nella reazione e lo spagnolo davanti a Fridel non può che infilare la doppietta.
SEGNALI PER IL NORD - Il Chelsea questa volta non trema più e gestisce il pallone fino alla fine. Gli attacchi del Tottenham, infatti, non producono più di un tiro da fuori di Walker e un cross mal controllato da Cech che rischia di favorire il goffo Adebayor. Nel finale però, con gli Spurs sbilanciati, proprio Walker combina un’altra frittata cercando per ben 2 volte il dribbling su Mata e finendo col perdere un pallone che lo spagnolo serve per il gol sicurezza di Sturridge. Villas Boas interrompe così la sua striscia di imbattibilità sulla panchina dei bianchi di Londra che durava dal 18 agosto. I Blues invece restano in vetta alla Premier e, tutto sommato, iniziano a lanciare i primi segnali verso nord-ovest.


