Per chi segue il ciclismo, l'argomento che stiamo per trattare non è affatto nuovo, anzi. Negli ultimi giorni, poi, si è arricchito di un ulteriore capitolo con le dichiarazioni del presidente della federazione ciclistica italiana Renato Di Rocco che, prendendo le distanze dal provvedimento di esclusione degli indagati dalla Nazionale, avrebbe addossato la responsabilità delle decisioni direttamente a Paolo Bettini.
IL CHIARIMENTO: "LA RESPONSABILITA' ' MIA" - Intervenuto telefonicamente ai microfoni di Eurosport, lo stesso Di Rocco ha voluto però chiarire la polemica sollevata dalle sue ultime parole. "E' vero, non c'è stato nessun provvedimento scritto - spiega il numero uno della federazione -, ma semplicemente degli indirizzi dati a Paolo Bettini. Se mi prendo la responsabilità politica delle scelte? Assolutamente sì, le indicazioni le ho date io ed è anche tutto tracciato, abbiamo fatto anche due conferenze stampa per definire quale sarebbe stato il nuovo progetto, che è iniziato a febbraio e prevede il ringiovanimento di tutte le nostre Nazionali, sia quelle maschili sia quelle femminili".
IL NODO BALLAN - Tra i corridori che Bettini avrebbe voluto portare a Valkenburg ce n'è solo uno che Bettini non ha potuto convocare proprio per queste "direttive" venute dall'alto: Alessandro Ballan. "Paolo non avrebbe accettato interferenze - ha detto Di Rocco -, abbiamo solo riflettuto sulla posizione di Ballan, il resto dei corridori convocati era in linea con le nostre idee. Gasparotto, altro nome potenzialmente convocabile ed escluso da qualsiasi procedimento nonostante compaia ancora tra gli indagati, non stava bene".
AVANTI PER UN ALTRO MANDATO: CON BETTINI - La Nazionale di Bettini è una Nazionale che ispira positività e fiducia. Questa l'idea di Di Rocco che, se sarà rieletto, vorrebbe confermare la fiducia all'attuale ct. "Paolo ha fatto un ottimo lavoro, la sua Nazionale è giovane, pulita, divertente. A me è piaciuta molto. Se mi ricandido? Ho contattato personaggi nuovi, ma non li ho trovati e allora sì, sono 'costretto' a ricandidarmi perché non vedo situazioni troppo positive per la nostra federazione. Abbiamo fatto tanti passi in avanti in questi anni, e tanti altri si possono farne. Avanti con Bettini? Assolutamente sì. Noi per abitudine facciamo sempre contratti annuali, ma chi entra in squadra entra a far parte di un progetto che è quadriennale. Se sarò rieletto, Bettini sarà confermato. Vogliamo legare le squadre, soprattutto quella Elite con quella degli Under 23".
BETTINI RINGRAZIA E SALUTA? - Chiuso il collegamento con il presidente della Federazione, a intervenire telefonicamente ai microfoni di Eurosport è direttamente Paolo Bettini che - dopo aver spiegato ancora una volta le differenza tra essere ct e corridore ("Sono due lavori completamente diversi") e aver elogiato la sua Nazionale per quanto fatto a Valkenburg ("Ho visto un gruppo unito, che corre per onorare la maglia azzurra. Questo è il mio più grande risultato") - ha commentato le parole di Di Rocco. "Sono sempre stato in sintonia con la federazione, sapevo che avrebbe chiarito l'incomprensione che si era venuta a creare. Se resterò una volta che Di Rocco sarà confermato? So che apprezza il mio lavoro, ma lasciamo passare l'inverno e poi valuteremo con calma con quale ruolo continuare il rapporto con la federazione. Se potrò essere ancora utile lo chiariremo solo tra qualche mese, serve schiarirsi le idee e ragionare sul futuro. Inizierà un nuovo quadriennio e abbiamo tutto il tempo per fare le valutazioni migliori". Le parole di Bettini lasciano aperta la porta a un possibile cambio di ruolo: tra le possibilità di cui si vocifera nell'ambiente anche quella che l'attuale ct possa lavorare più a stretto contatto con i giovani e lasciare la guida della Nazionale elite.

