ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Wimbledon - "Roger Federer come esperienza religiosa"

    Dopo il 7° trionfo sull'erba dell'All England Club lo svizzero, naturalmente, comanda il "pagellone" di Wimbledon 2012. Il salita Andy Murray, bene anche il ritorno di Fish. Giù in basso Rafa Nadal, gli italiani, i bagarini e i boccaloni dei loro clienti

    Wimbledon finito, andiamo col consueto countdown del dopo torneo. A guardare tutti dall'alto al basso, naturalmente, l'uomo dei record: 17 titoli dello slam su 21 finali, da stamattina numero uno della classifica ATP alla soglia delle trentuno primavere, 7 slam a Wimbledon come Sampras, record di finali del torneo, record di semifinali nei tornei dello slam... questi alcuni dei traguardi raggiunti sull'erba dell'All England Club dal signor Roger Federer. Lui, ma anche un super Andy Murray, il ritorno di Fish, le pazzie di un lettone, il crollo di Nadal, i fenomeni dei bagari e i boccaloni dei loro clienti.

    Roger FEDERER 10 - La geniale penna dello scrittore americano David Foster Wallace, nel suo saggio "Roger Federer come esperienza religiosa", diede la definizione di Momenti Federer: "gli attimi in cui, mentre guardi il giovane svizzero in azione, ti cade la mascella, strabuzzi gli occhi ed emetti suoni che fanno accorre la tua consorte dalla stanza accanto per controllare che sia tutto a posto". Ecco, di Federer Moments, in questo Wimbledon 2012, ce ne sono stati parecchi. Gli ultimi, in ordine cronologico, sono quei due punti consecutivi nel dodicesimo gioco del secondo set che hanno girato partita e finale a favore dello svizzero e l'hanno fatto entrare nella leggenda. Diciassettesimo Slam su ventuno finali. Ogni record eguagliato. Sempre per citare Wallace "una creatura dal corpo fatto sia di carne sia, in un modo o nell’ altro, di luce".

    Andy MURRAY 9 - Di Andy Murray, oltre ad un ottimo torneo, restano quelle lacrime a fine partita che lo consegnano, se possibile, ancor più al cuore degli inglese o più in generale a chiunque dimostri un filo di umanità. Mettevi nei suoi panni: una nazione addosso, un mito da raggiunge, una maledizione da superare e davanti a voi Roger Federer. Lo scozzese ha giocato un'ottima finale, specialmente nei primi due set, e senza pioggia e con un po' più di cinismo nel secondo set chissà come sarebbe andata. Provaci ancora, Andy.

    Jo-Wilfried TSONGA 8 - L'All England Club sembra essere diventato il crocevia della stagione per il meno francese dei francesi. Sì perché il buon Jo, dopo 6 mesi di nulla totale (escludiamo Doha vinto quando ancora qualcuno stava festeggiando il capodanno...), come l'anno scorso si riscopre a Wimbledon. Complice l'assenza di Nadal quanto volete, Tsonga, ha dimostrato grandi progressi sopratutto nel gioco a rete regalando spettacolo e tuffi in allungo a salvar passanti manco fosse Buffon. Dovrebbe essere uscito dal letargo... buongiorno!

    Novak DJOKOVIC 7 - Bisogna saper perdere. Che Djokovic non sia quello dell'anno scorso è diventato evidente più o meno anche per chi il tennis pensa sia quella disciplina che il vicino di casa pratica il venerdì sera dopo il lavoro... Detto questo, però, non si può non dare un'ampia sufficienza a chi fino alla semifinale aveva lasciato un set in tutto il torneo. Certo, da stamattina è il numero 2 al mondo... ma si consoli: è il numero 1 degli umani.

    Mardy FISH 6 (+++) - Bentornato. Dopo i problemi cardiaci l'americano ha ricordato a tutti perché era arrivato proprio un anno fa ad occupare la posizione di numero 7 al mondo. Era fuori da tanto, la sua tenuta atletica era un'incognita, ma il ragazzone del Minnesota è arrivato comunque fino agli ottavi facendo sudare non poco Tsonga in una partita dal contenuto tecnico davvero elevato. E adesso arriva il cemento...

    Juan Martin DEL POTRO 5 - Torna, torna, torna... e poi non torna mai. Gli albi iniziano a scarseggiare per il gigante di Tandil che, volenti o nolenti, da dopo l'infortunio non riesce più esprimersi ai livelli di quel famoso UsOpen 2009. Probabilmente è meglio che noi tutti ce ne facciamo una ragione: il giocatore difficilmente riuscirà a tornare nei primi quattro... e il 6-3, 6-2, 6-3 preso da Ferrer ne è l'ennesima dimostrazione. Naturalmente siamo pronti ad essere smentiti e, perché no, salire poi sul carro.

    Ernest GULBIS 4 - Al primo turno dai lezione di tennis al numero 7 al mondo Berdych e, al secondo turno, esci 9-7 al quinto contro il polacco Janowicz... Il più pazzo dei lettoni non ce la fa proprio... al 4 in pagella ci è troppo affezionato.

    ITALIANS 3 - Che dire degli italiani? Fuori in massa al primo turno, l'unico sopravvissuto finisce sul centrale contro Roger Federer e, anziché prolungare il più possibile lo spettacolo, fa di tutto per tornare sotto la doccia. Londra resta terra promessa per tanti italiani in cerca di fortuna all'esterno... ma se siete tennisti il nostro consiglio è quello di provare altrove.

    Rafael NADAL 2 - Voto due, come il turno raggiunto. Non daremo spazio alle insinuazione dei maligni perché poi, dopo tante storie e chiacchiere da bar servirebbe, in fondo, una straccio di prova. E invece nada, nisba, il nulla, il vuoto più totale. Nadal esce al secondo turno per opera della serata di grazia del signor nessuno Lukas Rosol dimostrandosi, dopo anni di semifinali e finali, un essere umano. E questo è quanto.

    I BAGARINI 1 -Voto uno alle fantomatiche 45000 sterline. Non avete letto male. Quarantacinquemila sterline. Questo il rumors attorno al prezzo di alcuni biglietti di tribuna dopo la finale raggiunta da Murray e dopo che, qualche bontempone, ha messo in giro la voce che a premiare il vincitore sarebbe stata la Regina in persona...

    I CLIENTI dei bagarini 0 - Voto zero a i miliardari boccaloni che ci hanno creduto.