Ha fatto bene Roy Hodgson ad aspettarlo, lasciandogli in caldo il posto da titolare nonostante le alternative nel ruolo fossero tutto fuorché carenti. Wayne Rooney è tornato, in tutti i sensi. Ha smaltito le due giornate di squalifica che lo avevano costretto a fare da spettatore sin qui ed ha riannodato quel nastro che lo ha visto segnare con continuità durante tutta la stagione. E' suo il gol con cui l'Inghilterra si sbarazza, non senza qualche patema, dell'Ucraina padrona di casa, è suo il guizzo che regala ai Leoni la sfida contro l'Italia nei quarti di finale di quest'Europeo. Un incrocio che, a livello di manifestazioni internazionali, manca dalle Notti Magiche di Italia '90, finalina per il terzo posto mondiale. Gli ucraini lasciano con una sconfitta e reclamano per un clamoroso gol non convalidato sul punteggio di 1-0 a Devic, sulla cui conclusione Terry ha salvato quando la palla aveva oltrepassato in maniera netta la linea, senza che l'arbitro di porta intervenisse. Aldilà delle sviste arbitrali, l'Inghilterra ha comunque impressionato a livello di gestione delle risorse fisiche (sorniona e accorta nella ripresa, ficcante e rapida nel secondo tempo), controllando l'arrembaggio generoso ma senza troppa disciplina degli avversari. Squadra tosta quella di Hodgson, che ringrazia la Francia per l'inaspettato regalo con cui conquista il primo posto nel girone e può guardare con bellicoso ottimismo alla sfida di domenica sera a Kiev.
SHEVA NON CE LA FA, PANCHINA ANCHE PER CARROLL - La novità nel leggere le formazioni arriva da Oleh Blochin, costretto a fare a meno di Shevchenko per un problema al ginocchio, al suo posto spazio al tandem Devic-Milevskiy con la novità Garmash al posto di Nazarenko e Rakitskiy in difesa. Hodgson, come sempre, non stravolge la squadra, riconfermando dieci undicesimi della formazione che aveva superato in rimonta la Svezia nel secondo turno: l'unica eccezione, of course, è per il rientro di Rooney, gli fa spazio Carroll per un'Inghilterra modulo United in avanti, vista la presenza di Welbeck. Seduto anche Walcott, nonostante la prova champagne contro gli scandinavi, fermato pure lui da guai di natura muscolare.
Il primo tempo è un inno al vorrei ma non posso per quanto riguarda l'Ucraina, un soliloquio fatto di manovre insistite e, a tratti, insistenti che però non graffiano mai dalle parti di Hart. Conclusioni in serie dal limite dell'area (Konoplyanka e Garmash su tutti) ma pochissime occasioni per bucare centralmente la difesa inglese, chiusa a doppia mandata a livello centrale e con Cole e Johnson bloccati sulle corsie esterne. Una chiave di lettura che offre il risvolto della medaglia nella latitanza offensiva, nella scarsità di duetti da metà campo in su. In tutto questo, però, l'occasione più ghiotta della prima parte capita a Wayne Rooney, ben servito sul secondo palo da uno scambio tra Gerrard (il migliore in campo) e Young, ma incapace di trovare la porta da posizione favorevole. L'Ucraina si fa vedere con Devic (ben più attivo dello spento Milevskiy) e con Yarmolenko nel finale, Hart non corre però pericoli seri.
ROONEY-GOL, INGHILTERRA AI QUARTI - Che la musica sia cambiata si capisce dopo appena tre minuti nel corso del secondo tempo, tanto basta a Rooney per farsi perdonare l'errore del primo tempo e correggere in rete da zero metri una maldestra deviazione del portiere Pyatov dopo uno straordinario affondo di Gerrard sulla fascia destra. Per Rooney è il quinto gol ad una fase finale di un Europeo. L'Ucraina è colpita e prova a reagire mettendoci cuore, senza però badare alle ripartenze inglesi che più di una volta hanno sfiorato il raddoppio. La partita può cambiare attorno al 20' della ripresa, prima con una clamorosa occasione divorata da Milevskiy, un colpo di testa nell'area piccola che termina sopra la traversa, con il guardalinee che non ravvisa un fuorigioco lampante dell'attaccante, poi con il primo (e ci auguriamo, unico) gol fantasma di Euro 2012: l'iniziativa di Devic supera Hart, Terry in scivolata toglie il pallone dalla porta quando è dentro per intero, l'arbitro di porta è lì ma non sbandiera, l'Ucraina, a ragione, protesta, ma il gol non viene convalidato. Blochin gioca anche la carta Shevchenko che gioca sul dolore e si vede, non riuscendo a incidere come, per esempio, aveva fatto nella gara d'esordio con la Svezia. Non è, però, tempo di favole, ai quarti accede una squadra solida, organizzata e soprattutto vera. Con un Rooney in più.
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