"Si riparte da zero, dobbiamo trovare quel filo logico che ci porta a diventare squadra, dobbiamo farlo con una giornata di ritardo. Quello che vorrei vedere rispetto alla gara col Napoli e' il sentore di essere squadra, anche sbagliando qualcosa, ma non vorrei rivedere la non squadra vista col Napoli. Abbiamo fatto una gara non da squadra. Sono stati undici ragazzi che hanno corso tantissimo, ma non da squadra. In settimana ho visto nei loro occhi la voglia di fare, l´impegno di voler essere squadra".
Lo ha detto in conferenza stampa l'allenatore del Palermo Giuseppe Sannino alla vigilia della partita di domani sul campo della Lazio. "Sara' un anno bellissimo - ha poi aggiunto Sannino - perche' nelle difficolta' si vanno a creare quegli input in piu'. Ci sono ragazzi che pensavano di essere seconde linee e adesso saranno titolari. Io da allenatore ho sempre lavorato con quello che la societa' mi mette a disposizione, sapevo gia' che sarebbe stato un mercato difficile, solo squadre di un certo blasone hanno fatto mercato, oggi attorno al Palermo invece c´e' molta, non dico tristezza, ma si pensa che il Palermo sia alla deriva, c´e' scetticismo. E´ un motivo in piu' pero' per i ragazzi e l´allenatore per poter dare qualcosa in piu' alla fine. Sto conoscendo dei tifosi straordinari e per questo ci siamo ripromessi di dare a questa gente qualcosa in cui nessuno crede". La conferenza stampa piu' che di vigilia di partita e' sembrata di post mercato.
"Il terzino lo abbiamo cercato - ha detto - anche l´ultimo giorno si parlava di Llama, che poi ha fatto scelte diverse. Il Palermo non lo colloco in nessuna fascia. Solo chi lavora dentro sa da dove partiamo e che solo col lavoro possiamo decidere dove arrivare. Non parlero' piu' di moduli, voglio che la gente sappia che e' un anno zero per tante cose: le conoscenze e il modo di interpretare il calcio, il modo di soffrire. Zamparini ha riposto in me delle speranze. Io ho accettato senza neanche pensarci su, pur sapendo cosa c´e' intorno. Io ho sempre vissuto nella precarieta' e nel dover far vedere il lavoro che devo fare, percio' non ho paura, anzi mi sento ancora piu' responsabilizzato. Non ho bisogno che il presidente mi dica che Sannino e' un valore aggiunto. Ho bisogno che i ragazzi credano che seguendomi possono fare meglio di quello che hanno fatto finora".
"Qui si gioca a calcio - ha proseguito Sannino - e mi sono rotto le scatole di sentire che con un certo modulo non possiamo giocare. Se si gioca a 5 un esterno deve avere sia fase offensiva che difensiva. Su un campo diviso a meta', come col 4-4-2, possiamo usare giocatori che fanno una fase soltanto. E mi sembra che si addica meglio alla situazione attuale del Palermo. Se mi si dice che non ci si puo' giocare vorrei sapere perche'. Quello che dite e scrivete almeno giustificatemelo. Vorrei una crescita importante, che non sia sempre vittima di isteria". Sannino a proposito del gruppo che si trovera' ad allenare ha detto che "Abbiamo definito una rosa di 26 giocatori. Ho sentito anche nelle rassegne di stamattina che qualcuno abbia anche rifiuato di andare via, c´e' stata qualche richiesta per qualche ragazzo che pero' non l´ha accolta. Se gli si da' la conoscenza di poter giocare e non accetta magari capita che ci si trovi con una rosa numerosa, ma sicuramente piu' esigua rispetto a quella di prima e che mi da' la possibilita' di guardare con piu' attenzione al settore giovanile. Sanseverino lo tengo molto in considerazione, mi auguro di trovarne anche altri".
Domani il Palermo avra' Giorgi come rinforzo, ma non e' detto che parta subito titolare. "Giorgi e' un ragazzo che e' appena arrivato e che non so se domani partira' in campo o se andra' in panchina - ha spiegato Sannino - Devo tenere conto di quello che puo' dare. Sa quello che voglio da un esterno, ma ho dei ragazzi che se devono sacrificarsi in un ruolo particolare lo fanno volentieri, quindi anche per quello che ho potuto vedere sulla fascia puo' giocare anche Ilicic, a lui piace, anche se ci sarebbe bisogno di un´alchimia diversa e la predisposizione diversa". Sannino ha riportato poi la barra della conferenza stampa verso il prossimo avversario. "La Lazio? Basta leggere i nomi che ha - ha detto - E´ una squadra costruita per andare ancora in Europa. Quando ci sono i tre punti in palio non sbaglia, anche se in precampionato ha avuto momenti un po´ particolari. In Italia non ci sono piccole squadre, ci giochiamo ogni partita contro grandi squadre ed e' doveroso capirlo". Il Palermo ultimamente non ha fatto bene in trasferta.
"Quando si crea una squadra si costruisce cominciando dalla mentalita' - ha spiegato - Non ci deve essere casa e trasferta, anche se avendo tanti ragazzi giovani si puo' pagare qualcosa quando si entra in stadi importanti. Pero' credo che dopo le ultime cessioni che possono essere un danno per la maggior parte dei critici e degli scettici si possa trovare un vantaggio: tutti devono dare qualcosa in piu'. Un conto e' avere giocatori simbolo e bandiera, un conto e' non averli e dover uscire fuori anche sotto l´aspetto della personalita'. Credo sia molto importante e faccio affidamento proprio su questo. In questo mondo che ti trita subito non so quanti di questi ragazzi possono avere altre possibilita' dopo questa di essere titolari. Bisogna quindi saper rischiare, prendersi le proprie responsabilita'. E' un fatto di crescita. Noi nello scetticismo generale possiamo trarre vantaggio da tutta questa situazione. Il gruppo che alleno deve scrollarsi di dosso non i fantasmi della passata stagione, ma cominciare a capire che inizia un altro modo di fare calcio, un calcio piu' vero a livello di valori morali, che ha una certa logica e che passa dalla cultura del lavoro. E' calcio pane e salame, acqua e sapone. Si parte da questi principi e per tanti di loro e' tutta roba nuova". Su alcuni dei giocatori che avra' in rosa, inoltre, Sannino ha detto che Kurtic "ha ampi margini di miglioramento, Dybala stara' con noi in panchina, e' istintivo e preferisco che questo istinto lo tenga. Ilicic e' mancato col Napoli? Non parlo mai di chi non c´era, ma credo che questo per lui sia un anno importante. Se capisce che il calcio non passa solo dalla tecnica ma anche dal sacrificio e dal lavoro puo' diventare un grandissimo".

