ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Scambio di maglia, una moda nata nel 1931

    Thierry Henry ne ha fatto una ragione di vita, Pelé doveva avere la scorta: lo scambio di maglia ormai è un "must" alla fine di ogni partita di calcio

    “Facciamo a cambio di maglia?”: ormai il gesto che i giocatori fanno scambievolmente a fine partita non è un più un uso così strano. Anzi, sarebbe strano il contrario, e di fatto lo scambio di maglia a fine gara non avviene solamente nel caso in cui le squadre che si sono appena affrontate non siano acerrime nemiche. Ma anche in quei casi la mania sviluppatasi in alcuni giocatori di accumulare cimeli ha la meglio sulla rivalità sportiva.

    E’ questo il caso di collezionisti compulsivi, come Thierry Henry: l’ex stella di Arsenal e Barcellona, e attualmente in forza alla formazione statunintense dei New York Red Bull. Il francese è un vero e proprio appassionato del genere, tanto che le 30 maglie a partita fornitegli dalla sua squadra non gli bastano, in quanto utilizzate come merce di scambio. Il suo ricordo più importante, racconta il Wall Street Jorunal, riguarda Ronaldo, rincorso dopo la vittoria del Mondiale 1998, proprio per farsi concedere la sua t-shirt.

    Storia simile, ma ancora più impressionata se rapportata ai tempi in cui giocava, quella di un altro brasiliano, il più famoso di tutti: Pelé, tante erano le richieste piovutegli addosso, si recava alle sue partite più importante con addirittura una dozzina di maglie con il proprio nome sulle spalle.

    Compulsivo anche il comportamento di Arne Friedrich, ex difensore della nazionale tedesca, che ora gioca nei Chicago Fire, si dice che durante la sua carriera abbia accumulato più di 100 maglie da calcio, compresa quella di Alessandro Del Piero, ottenuta nonostante la sanguinosa sconfitta nella semifinale del 2006.

    Lo scambio di maglie ormai è un “must”, ma fino a qualche decennio fa non era nemmeno considerato. Il primo, secondo le statistiche della Fifa, viene fatto risalire al 1931, al termine di una vittoria della nazionale francese su quella inglese. Da allora, è diventata una vera e propria moda.