E’ un’Italia “a due velocità” quella che si presenterà a Ostrava per la semifinale di Fed Cup contro le campionesse in carica della Repubblica Ceca. Francesca Schiavone, Flavia Pennetta, Sara Errani e Roberta Vinci vivono momenti diametralmente opposti e, nelle prossime righe, scopriremo perché contro le ceche servirà qualcosa in più di un’impresa.
Del momentaccio della Schiavone ne avevamo già parlato qualche settimana fa proprio da queste pagine (clicca il link correlato per rileggere l'articolo) e, sostanzialmente, da allora, nulla è cambiato. Francesca continua a non trovare la confidenza nel suo tennis e, proprio dall’ultimo turno di Fed Cup quando riacciuffò per i capelli la sfida contro la modesta Bondarenko, ha infilato una serie di 4 sconfitte in 5 match, l’ultimo qualche giorno fa a Barcellona quando a superarla è stata la numero 83 al mondo Govortsova. Che non sia il miglior modo di presentarsi sul veloce indoor – veloce per davvero! – di Ostrava contro la potenza della Kvitova sembra chiaro più o meno a tutti, Barazzutti compreso, che non ha fatto mistero dei suoi dubbi di formazione e di come le scelte ufficiali delle singolariste verranno prese all’ultimo minuto.
Anche perché nella “gabbia” di fronte a quella della Leonessa vive una ragazza che sta cacciando ben più minacciosi ruggiti rispetto a quelli del “felino” milanese: Sara Errani. La ravennate, tanto per intenderci, viene da una settimana catalana che l’ha vista autentica mattatrice di un torneo dove singolare e doppio non hanno avuto storia: 6-2 6-2 nella finale contro la Cibulkova e 6-0 6-2 in coppia con la solita Vinci proprio alle compagne di Fed Cup Pennetta e Schiavone. Da qui a pensare che la pur ottima Errani “versione 2012” (2 titoli in singolare, 3 in doppio) possa strappare qualcosa alle pallinate della numero 3 al mondo Petra Kvitova resta, nonostante tutto, una balda speranza da tifosi più che una lucida analisi ma, qualche grattacapo in stile secondo set del quarto di finale di Melbourne la romagnola, in fondo, potrebbe crearlo.

Resta da capire a quale tipo di “speranza” ci si vorrà affidare, sia per Ostrava che per il non lontano Roland Garros: “il momento” di una o “il riscatto” dell’altra? L’Errani a Barcellona, pur giocando un torneo dove non era presente nessuna top10, non ha lasciato nemmeno un set e il suo 2012 a pieni giri l’ha già portata al numero 28 della classifica WTA. La Schiavone di contro, nonostante l’appuntamento di casa (Parigi) si avvicini, non sembra dare segni di risveglio. Che l’orgoglio che della campionessa possa venire fuori proprio in Fed Cup è un rischio e in quanto tale porta i suoi pro e contro.

Quel che è certo è che anche il doppio Errani e Vinci, pur essendo quest’anno più che mai una sicurezza (finale Australian Open e Miami tanto per intenderci), dovrà affrontare un impegno tutt’altro che facile e “spremere” l’Errani in singolare potrebbe rivelarsi mossa controproducente. La Repubblica Ceca può infatti contare su una coppia che, in termini di pura violenza dei colpi, è seconda soltanto alle sorelle Williams: Lucie Hradecka e Andrea Hlavackova. Le due ceche hanno vinto insieme l’ultima edizione del Roland Garros e agli Australian Open hanno già creato più di un grattacapo alle nostre ragazze che, prima di accedere alla finale di Melbourne, hanno dovuto sudare non poco per sbarazzarsi proprio di loro (5-7 7-5 6-1). Se consideriamo poi, ancora una volta, che l’indoor di Ostrava dovrebbe essere ben più rapido della superficie del Melbourne Park, il gioco aggressivo e potente di Hradecka-Hlavackova potrebbe rivelarsi ancor più difficile da neutralizzare.

Visto che le premesse non sembrano delle migliori tocca affidarsi quindi alla cabala dei precedenti. Quella tra Italia e Repubblica Ceca sarà l’ottava sfida (contando anche quelle quando Rep. Ceca e Rep. Slovacca erano la stessa cosa) e il bilancio è favorevole alle azzurre: 4-3. L’Italia si è aggiudicata le quattro sfide più recenti compresa l’ultima di queste che come quella del prossimo weekend, valeva un posto per la finale. Nel 2010 infatti, al Foro Italico, proprio Schiavone, Pennetta, Vinci e Errani si imposero per 5-0. Ripetersi sembra impossibile… anche perché in fondo ci basterebbe un “semplice” 3 a 2!