ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Scozzoli, cosa c'è da salvare in questi Giochi?

    L'esordiente azzurro è stato tradito dall'emozione a Londra; ora si attende il suo riscatto nei prossimi appuntamenti internazionali, in modo da poter accumulare quella dose d'esperienza necessaria per attaccare nuovamente il podio olimpico a Rio

    Non è andata come tutti speravano, con la tanto attesa medaglia olimpica, ma questo non vuol dire che sia tutto da buttare. Un'Olimpiade è pur sempre un’esperienza, bella o brutta che sia, un punto da cui partire, o meglio ripartire, non prima di aver analizzato quello che è andato e quello che non è andato.

    Per quanto riguarda Fabio Scozzoli da salvare, di questi Giochi londinesi, c’è senza dubbio la semifinale dei 100 rana. Una bella gara, ben gestita, al termine della quale Fabio si era trovato con il secondo tempo complessivo alle spalle del sudafricano Cameron Van Der Burgh, ma soprattutto una concreta dimostrazione del fatto che la condizione atletica era quella giusta.

    Da mettere nell’albo dei brutti ricordi ci sono invece, senza ombra di dubbio, gli ultimi 25 metri della finale e in generale una gara, la finale appunto, che peggio di così non sarebbe potuta andare. Era stato lui stesso a raccontare, una volta tornato in Italia, gli errori che gli avevano precluso la possibilità di salire sul podio di Londra. Un tuffo non perfetto che aveva messo Fabio in una posizione leggermente più arretrata rispetto alle sue aspettative e una rincorsa dettata dal panico di non riuscire più ad avvicinare i primi. La conseguenza non poteva che essere un calo pazzesco negli ultimi metri, quelli in cui di solito Scozzoli riesce a dare il meglio di sé. Da secondo al passaggio dei 50 metri a settimo all’arrivo.

    Diverso, in parte, il discorso per la 4x100 mista campione d’Europa, che con un piccolo passo in avanti rispetto alla prestazione di Debrecen avrebbe potuto giocarsi un podio olimpico. Il passo in avanti non c’è stato, ma in compenso ce ne sono stati parecchi indietro, tanti quanti ne servivano per concludere le batterie al dodicesimo posto. Lì Scozzoli, impegnato ovviamente nella frazione a rana, è stato solo uno dei tanti partecipanti allo stop del nuoto azzurro di queste Olimpiadi.

    In generale, in questi Giochi Fabio è stato tradito dall’emozione, lui che nonostante le medaglie europee e mondiali in una finale olimpica era pur sempre un esordiente. Se avesse condotto i 100 come si era prefissato di fare, senza tentare un passaggio troppo forzato, probabilmente ora saremmo qui a parlare della consacrazione Olimpica di Fabio Scozzoli, invece per questo dovremo aspettare ancora quattro anni.

    Nel mezzo ci sarà modo di rifarsi, in primis con i Campionati Mondiali di Barcellona della prossima estate. Lì Fabio non arriverà da matricola, ma da vicecampione del mondo in carica nei 50 e nei 100. Avrà la possibilità di gareggiare due volte, ma soprattutto avrà alle spalle delle grandi prestazioni da confermare e una sconfitta da cui imparare.

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