Andreas SEPPI b. Guillermo HORMAZABAL 7-5, 6-1, 6-2
La Coppa Davis è da sempre teatro di fragorose e storiche cadute e nei playoff per rimanere nel Wolrd Group, risultato raggiunto l’anno scorso a Santiago proprio contro il Cile, il match d’apertura di giornata tra Andreas Seppi e Guillermo Hormazabal nascondeva tutte le insidie del caso.
Avversario numero 289 della classifica ATP, nessun precedente, il ri-adattamento alla terra rossa dopo una lunga estate sul cemento e la sfrontatezza di un tennista arrivato a Napoli senza assolutamente nulla da perdere. E’ probabilmente riconducibile a tutte queste componenti la lunga durata di un primo set – quasi un’ora – durante il quale il nostro numero 1 azzurro deve sudare più del previsto. Il 7-5, 6-1, 6-2 con cui Seppi chiude il primo singolare e porta l’Italia sull’1-0 è fondamentalmente frutto proprio di quella prima partita in cui Seppi, pur non giocando il miglior tennis dell’anno ma certamente restando più che mai concentrato, riesce a tenere a bada la regolarità del dritto dal fondo del cileno punendolo – come fanno i migliori – nel momento più importante: il dodicesimo gioco.
Per quanto possa mentire la classifica però – il cileno probabilmente non merita il 283 al mondo -, Hormazabal ha una evidente lacuna: il rovescio. Ogni qualvolta Seppi provi ad attaccare proprio lì, il cileno risponde sempre e costantemente in back dimostrandosi incapace di giocare il topspin che forse prolungherebbe il match un po’ più a lungo.
Dopo la “mazzata” del primo set, dove Hormazabal sotto 2-1 è stato anche in grado di recuperare il break precedentemente subito (con 3 gratuiti gentilmente concessi da Seppi), il cileno cede di schianto nel secondo e terzo set lasciando spazio a una superiorità tecnica ovviamente mai in discussione. Seppi prende fiducia, alza il rendimento e la velocità della prima mentre dall’altra parte della rete Hormazabal vede scendere il rendimento dell’unico colpo che l’ha tenuto fin lì in partita: il dritto. Il 6-1, 6-2 è servito, il pericolo interruzione per pioggia è scongiurato e il primo punto è in cascina per il tennis azzurro.
Fabio FOGNINI - Paul CAPDEVILLE 2-6, 6-2, 6-7, 6-1, 1-1 e sospensione per oscurità
Era prevedibile. Cosa può succedere quando un grande lottatore, tecnicamente meno dotato ma tenace e in giornata incontra un giocatore nettamente più forte, ma lunatico e troppo falloso, il tutto in Coppa Davis e per giunta sulla terra rossa? Semplice: maratona.
E’ sostanzialmente questa la sintesi del match sospeso al quinto set sull’1-1 tra Fabio Fognini e Paul Capdeville. Una maratona di quasi 4 ore interrotta per oscurità dopo che gli spettatori di Napoli, dalla pioggia fino alle sceneggiate napoletane di Capdeville – probabilmente ignaro di un tipo di teatro nato proprio da quelle parti ed interpretato da lui in maniera molto scadente – ne hanno viste di tutti i colori.
Per carità, il cileno arriva veramente distrutto al quinto set dopo una partita davvero tutto cuore e grinta, ma la responsabilità, se dovessimo attribuirne una, va quasi tutta a Fabio Fognini. Il tennista di Arma di Taggia, infatti, come al solito ci mette del suo per complicarsi la vita producendosi in un match troppo lunatico per poter far male alla regolarità di un tennista che ,pur essendo il 161 al mondo, dal fondo concede pochissimi gratuiti. Fognini, invece, infila 2 vincenti e 4 non forzati, una prima vincente e 2 doppi falli e così via, lungo un pomeriggio che da ordinaria amministazione si trasforma in match vero.
Primo set perso senza nemmeno giocare, secondo set vinto dominando, il vero emblema della partita sta tutto nel terzo set. Una partita che Fognini perde (va sotto 3-0), recupera (annulla due palle del 4-0, breakka Capdeville e si riporta sul 3-3), vince (sale 4-3 e servizio), si fa riprendere (4-4) e alla fine ri-perde al tie-break (sale di un minibreak e non sfrutta un set point sul 6-5).
Insomma, nel bene nel male un match in mano a un ragazzo tanto in grado di deliziare il pubblico partenopeo con un “controsmash” alla Roger Federer (quello di Basilea con Roddick, se non ricordate provate youtube), quanto di farsi prendere dal nervoso e buttare alle ortiche anche la possibilità di scappare nel quinto set. Ottenuto infatti un break in apertura di quinto ai danni di un Capdeville al limite della mobilità, Fognini cede al nervosismo di un cileno a cui rimane solo il teatrino come ultima carta nel tentativo di far scendere le tenebre il prima possibile: prima il medical timeout, poi la polemica con il pubblico, poi quella con il supervisor sulla visibilità in campo, il warining e, alla fine, l’effetto sperato. Il controbreak e la sospensione.
Domani mattina (sabato), si riprenderà dalle ore 12. Sperando che la notte abbia portato consiglio a Fognini e che si possa partire nel doppio avanti 2-0.

