ENEL BRINDISI-UMANA REYER VENEZIA 63-82 (16-26, 36-41; 49-59)
Due anni fa, Yakhouba Diawara era solito calcare il parquet del Palapentassuglia, stella in una Brindisi neo-promossa in cui veniva chiamato con eccessiva frequenza a cantare e portare contemporaneamente la croce. Troppo, anche per un giocatore di talento fisico e tecnico superiore per il campionato italiano. L’ex-Miami torna in Puglia sul suo ex-campo e davanti al suo ex-pubblico, ora inserito in un contesto in cui non deve fungere necessariamente da go-to-guy, ma più libero di spaziare e seguire i suoi istinti offensivi: 26 punti con 11/18 al tiro (nella Enel di allora il suo high fu 24) conditi da 11 rimbalzi, a un soffio dal suo massimo in carriera in Italia (12 l’anno scorso a Varese). Insomma, Kuba a questa partita ci teneva, eccome. Così come Venezia, che dopo le due sconfitte in fila contro Pesaro e Sassari aveva necessariamente bisogno di ritoccare una classifica piangente.
La Reyer parte alla grande (12-23) sfoggiando un attacco cristallino, fatto di grande circolazione di palla e utilizzo della fisicità di Williams e Diawara per ribaltare gioco e campo, il tutto orchestrato dalla sapiente regia di un Kiki Clark da 18 punti (4/7 dall’arco) e 5 assist. Brindisi, estremamente dipendente dal tiro da tre nelle fase iniziali (finirà 6/26 contro il 9/18 degli avversari) si desta soltanto all’inizio del secondo periodo, quando Antywane Robinson (16 e 6 rimbalzi) si infila per tre volte consecutive nel cuore della difesa orogranata e riaccende la scintilla. Venezia, non sostenuta da una difesa a zona estremamente fragile e spentasi offensivamente con un secondo quintetto troppo statico e spuntato, subisce un parzialone di 16-2 coronato dalle giocate di un ottimo Zerini (11 dalla panca) e da un alley-oop da favola per un’inchiodata leggiadra dello stesso Robinson. Mazzon vuole più fisicita, torna e uomo e spolvera Marconato, subito positivo per fare a spallate nel verniciato, anche se la vera scossa arriva ancora da Diawara, con due triple consecutivo per il controsorpasso all’intervallo lungo (36-41).
Il terzo periodo si fa più fisico, lento e compassato: il duello Diawara-Robinson tocca il suo apice nelle battute iniziali, poi, lentamente, la Reyer prova ad allungare le mani sulla partita. Mazzon torna a zona, Brindisi va in confusione, e una fiammata di Zoroski è utile per riallargare la forbice sul +10 (49-59) nonostante il ginocchio di Williams ceda proprio quando l’ex-centrone di Avellino mostrava segni di risveglio. Brindisi si riaffida ancora al tiro dall’arco e ai balzi di Cedric Simmons nel verniciato, ricuce fino al -6 con due triple di Fultz e Gibson, ma Clark e Marconato, con quell’esperienza che lo fa trovare sempre al giusto anche per raccogliere la cosiddetta “spazzatura” che cade giù dal tabellone, rispondono al tentativo di rimonta. L’Enel si innervosisce, Robinson ha il fiato corto, Gibson la mente offuscata, e una serie di pessime letture offensive viene punita senza pietà dagli ospiti: Bowers infila punti pesanti e Clark non sbaglia un colpo, compresa la bomba dall’angolo a 3’ dalla sirena che vale il +13 (61-74). Finisce virtualmente qui.
Brindisi: Viggiano 6, Robinson 16, Reynolds 5, Gibson 12, Grant 2; Fultz 3, Ndoja 0, Simmons 8, Zerini 11. N.e.: Formenti, Porfido, Pacella. All.: Bucchi.
Venezia: Clark 18, Diawara 26, Szewczyk 2, Young 3, Williams 9; Bulleri 3, Marconato 7, Zoroski 4, Bowers 8, Fantoni 0, Rosselli 2. N.e.: Magro. All.: Mazzon.
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