Massimiliano Allegri si salva ancora. Questa volta, però, dovrà fare un regalo come si deve a Stephan El Shaarawy, quel ragazzino che nel giorno del suo ventesimo compleanno ha giustiziato il Genoa, squadra nella quale è cresciuto, con il gol decisivo nell’anticipo della nona giornata di Serie A. Una partita che dimostra quanto il Milan sia ancora più lontano dai giorni migliori e dall’uscita dal tunnel. Ma che, quanto meno, un pizzico di qualità c’è ancora. Quella di El Shaarawy.
PATO TITOLARE, MERKEL IN PANCHINA - Massimiliano Allegri conferma il 3-4-3 e l'esclusione di Boateng che, dopo la tribuna di Malaga, bissa per dei problemi al ginocchio. In attacco, con Pato ed El Shaarawy, va Emanuelson, mentre gli esterni di centrocampo sono Abate e Antonini, anche per l'indisponibilità di De Sciglio. Novità anche in difesa, dove Zapata viene preferito a Mexes, mentre a centrocampo Montolivo viene affiancato da De Jong. La lista degli infortunati è come sempre lunghissima: oltre a Boateng e De Sciglio vi sono presenti anche Strasser, Muntari (tornato in campo per 90' con la Primavera), Mesbah, Didac Vilà e Robinho. Gigi Delneri esordisce sulla panchina del Grifone con un 4-4-1-1 molto simile a quello con cui Gigi De Canio si è giocato il posto una settimana fa contro la Roma. L'unica vera novità è l'esclusione forzata dell'infortunato Borriello, rimpiazzato da un altro Bertolacci in un 4-4-1-1 nel quale l'unica punta è Immobile. Antonelli si muove da esterno sinistro, mentre Kucka e Tozser sono i mediani e Merkel parte ancora dalla panchina. Anche qui gli indisponibili sono ben cinque: Rossi, Ferronetti, Vargas, Anselmo e il già nominato Borriello.
POCO DIAVOLO, MA PATO RECRIMINA - Il Milan prova a fare la partita da subito, mentre il Genoa sembra inizialmente soltanto intenzionato a coprirsi ed eventualmente ripartire. Ma dopo un quarto d’ora di dominio sterile dei rossoneri, al 17’ Zapata perde palla al limite dell’area. Antonelli gliela ruba e serve Immobile, che con un rimpallo su Amelia va vicinissimo al gol. L’occasione mette paura ai padroni di casa e carica il Grifone, sempre più aggressivo anche in fase di pressing. Il risultato è un Milan che chiude il primo tempo senza occasioni degne di nota a proprio favore, fatta eccezione per un colpo di testa alto di Yepes (27’) e un tiro-cross di El Shaarawy (38’). Pato gioca troppo spalle alla porta e non sembra intendersi con El Shaarawy, mentre al 42’ Constant rimpiazza l’infortunato Antonini (problemi muscolari). L’unica vera emozione arriva al 44’ quando Pato va a terra in area dopo un contrasto con Bovo. L’arbitro lascia correre, ma la trattenuta è evidente. Almeno quanto è palese la bruttezza di un primo tempo che inevitabilmente si chiude sullo 0-0.
DECIDE TUTTO EL SHAARAWY – La ripresa non cambia di tono. Partita brutta, anzi bruttissima. Con un Milan che protesta nuovamente per un intervento in area al 54’, quando Granqvist tocca De Jong. Questa volta, però, Mazzoleni fa bene a lasciar proseguire. Delneri capisce che se la può giocare e al 56’ leva uno spento Bertolacci per inserire Merkel. Il tedesco aiuta non poco la manovra rossoblù, ma oltre a un paio di conclusioni da fuori gli ospiti non vanno. Allegri al 72’ rimpiazza un Pato in progressiva crescita nella ripresa con Pazzini, le cose non sembrano cambiare. Ma al 77’ Emanuelson attiva Abate a destra, lì dove da una decina di minuti se ne era andato per infortunio Moretti rimpiazzato dal giovane Krajnc. Il terzino scatta in fuorigioco, non ravvisato, e mette al centro per El Shaarawy, che da un passo insacca il gol decisivo, sua sesta rete in campionato. Il regalo migliore nel giorno del ventesimo compleanno, ma soprattutto per Allegri. Che torna a vincere una partita e potrà arrivare alla prossima con qualche polemica in meno. Vincere sì. Per convincere, meglio ripassare più tardi.
IL MILAN RIPARTE, IL GENOA PURE – Seconda sconfitta consecutiva per il Grifone, ma molto differente rispetto a quella rimediata una settimana fa contro la Roma. E non soltanto perché nel frattempo è cambiato il tecnico in panchina. Delneri ci ha messo del suo, dando equilibrio a una squadra parsa a tratti sbrindellata contro i giallorossi. Adesso, però, servirà aggiungere qualcosa anche in fase offensiva. Intanto, i punti in classifica sono 9 in 9 partite. Uno soltanto in meno di un Milan capace di vincere la terza partita in campionato, la quarta in stagione (su 12 impegni complessivi). Per la terza volta i rossoneri non hanno subito gol, impresa precedentemente riuscita soltanto contro Anderlecht e Cagliari. Proprio qui sta il nocciolo del problema. Gli uomini di Allegri sono in grado di battere le medio-piccole (le altre due vittorie sono arrivate con Bologna e Cagliari), ma contro le medio-grandi sono destinati a faticare per via di una qualità di gioco troppo bassa, nonostante il cambio di modulo. La notizia migliore è sempre El Shaarawy (ben più di un Pato che procede ancora a strappi), al settimo gol stagionale. Tutto il resto è ancora troppo sgangherato per costituire un progetto credibile. Martedì sera a Palermo c’è sarà un altro bel test per confermare che la crisi non è ancora finita ma, almeno, una luce in fondo al tunnel c’è.
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