Fare punti anche quanto non si brilla. Sta tutta qui la differenza tra una grande squadra e una buona squadra e il Napoli, questa sera, con il minimo sforzo, riesce a strappare i 3 punti a un Chievo mai pericoloso ma sicuramente organizzato. Il merito è ancora una volta di Marek Hasmisk che, vista la defezione di Cavani, si prende sulle spalle la squadra e le regala la vittoria con uno splendido diagonale al minuto 58, proprio quando il Chievo cominciava a credere davvero nell’impresa. I partenopei riprendono così la corsa alla Juventus in una serata sicuramente non brillantissima dal punto di vista del gioco espresso ma alla fine comunque positiva. Per il Chievo della gestione Corini invece il primo stop dopo i 4 punti conquistati contro Sampdoria e Fiorentina.
QUESTIONE GENETICA - Che nel DNA del Napoli ci sia una regola non scritta – “sofferenza contro squadre ben chiuse” – è ormai chiaro a tutti da tempo e i primi 45 minuti della sfida con il Chievo non si discostano da questa regola. Corini, forte dei 4 punti in due giornate arrivati tra le mura amiche del Bentegodi, mette in campo una squadra ben attenta a chiudere tutti gli spazi (Thereau è di fatto l’unica vera punta) e il credo mazzariano del contropiede diventa di difficile applicazione con i gialloblu.
CHE SPRECO - Il lento possesso palla del Napoli non spacca infatti la difesa veronese ma, nonostante questo, un paio di accelerazioni del funambolico Insigne e una gran bordata dalla distanza di Inler garantiscono 3 nitide palle gol a un primo tempo che non entrerà certamente nelle videoteche dei tifosi napoletani: all’8’ il centrocampista svizzero colpisce il palo con una conclusione violenta e precisa che fulmina Sorrentino (e balla per qualche secondo sulla linea di porta); al 24’ Maggio non infila da 0 metri il più facile dei tapin aerei dopo la spelndida giocata di Insigne e un quarto d’ora più tardi Pandev si produce in un identico effetto questa volta con il sinistro. Insomma, pur non incantando, la qualità dei singoli del Napoli regalano alla squadra di Mazzarri le chance di andare all’intervallo in vantaggio; i partenopei però non sfruttano le opportunità e al Chievo non resta che ringraziare per l’inaspettata generosità del San Paolo.
INPUT NON RECEPITO - E la serata non sembra girare nemmeno dopo l’intervallo. Il Napoli esce dagli spogliatoi con l’identico ritmo del primo e la strigliata di Mazzarri ai suoi avanti sembra essere finita nel vuoto: Chievo ben arroccato davanti alla difesa e Napoli incapace di trovare il cambio di ritmo – o la giocata – per sfondare il muro davanti a Sorrentino.
HAMSIK NEL MOMENTO PIU’ DELICATO - E’ evidente dunque che a sbloccare una gara del genere servano due fattori: o un’invenzione o un errore di qualcuno in fase difensiva. Al minuto 58’ si verificano entrambe le condizioni e il Napoli, guarda caso, passa. Zuniga vede il movimento di Hamsik dentro l’area, Dainelli concede troppo spazio al centrocampista slovacco che, con uno splendido sinistro in diagonale, fa saltare il banco dei veronesi.
TRE PUNTI D’ORO - La gara cambia. Corini si apre inserendo prima Pellissier e poi Moscardelli e alzando il baricentro dei suoi, il Napoli trova più spazi per i suoi contropiedi ma la lucidità dei partenopei non è comunque delle migliori. Nonostante l’ingenua espulsione di Vacek per un secondo giallo dopo una trattenuta a palla lontana su Hamsik, il Napoli non riesce più a sfondare subendo anche negli ultimi minuti una sorta di lieve pressione finale. Sotto di un uomo, infatti, il Chievo trova comunque l’episodio da consegnare alle moviole: su un cross di Thereau Campagnaro appoggia il braccio su Pellissier che cadendo a terra scatena le proteste della panchina clivense oltre a quelle dell’attaccante valdostano. L’arbitro fa giocare. Il Napoli "si salva" e chiude senza ulteriori patemi. Tre punti d’oro che permettono ai partenopei di tenere il passo di Juventus e Inter… che in una serata poco brillante – e senza Cavani – hanno un sapore ancor più speciale e riaccendono le speranze.

