ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Serie A - Marotta: "Buon mercato, la Juve non è venditrice"

    L'ad bianconero ammette qualche errore ma giudica positivo l'operato sul mercato. Stilettata al Milan: "La Juve non è venditrice". Poi chiarisce il caso Berbatov con la Fiorentina: "Abbiamo risparmiato loro una figuraccia"

    Ha la risposta pronta per chi ha criticato e attaccato alcuni suoi investimenti sul mercato, l’ad bianconero si difende, ci sono stati degli errori, ma la media è assolutamente positiva e valorizza il suo operato. “E’ vero, ci sono stati alcuni errori. Su tutti Martinez. Ma abbiamo affrontato quasi una rivoluzione, un forte rinnovamento. Abbiamo preso 22 giocatori in tutto, e tra questo tanti sono stati giusti: penso a Pirlo arrivato a parametro zero, Pogba e Vidal arrivaru a 10 milioni di euro e per il quale abbiamo ricevuto un’offerta tripla”.

    “LA JUVENTUS NON E’ VENDITRICE” - Poi una stilettata al Milan: “Rifiutiamo le offerte per i nostri giocatori, la Juventus non è una società venditrice per tradizione. Immobile? E’ stato ceduto in comproprietà perché per valorizzare i giovani bisogna che la controparte sia incentivata a farlo, se si cede solo in prestito spesso questo non accade. Giovinco è stato ceduto al Parma in un momento di involuzione e nel quale non c'erano offerte per lui. Lo abbiamo ceduto in comproprietà per 4 milioni e lo abbiamo ripreso, dopo che si era ampiamente rivalutato, pagandolo 11, ma ora vale 15... Pensiamo anche a Sorensen pagato 20mila euro e ceduto in comproprietà al Bologna per 2,5 milioni, o Pasquato ceduto per 2,5 milioni o Troisi, preso a zero e rivenduto in comproprietà a 2”.

    LA VERITA’ SU BERBATOV – “Berbatov? La verità è questa: noi lo abbiamo contattato e lui ci ha detto: alla Fiorentina non andrò mai, ma devo scegliere fra voi e il mio ex allenatore Jol che è andato al Fulham. Alla fine ha scelto il Fulham. La Fiorentina ci attacca, ma la verità è che abbiamo evitato loro una figuraccia", ha spiegato.

    "SOLO IN ITALIA NON ESISTE LA SECONDA SQUADRA" - "Tutto è patrimonio, ma ci sono anche considerazioni di carattere economico. Noi abbiamo l'obbligo di salvaguardare le risorse. Siamo l'unica in Europa ad avere un numero di squadre professionistiche così elevato. L'area professionistica deve essere ristretta per migliorare il livello qualitativo, anche perché siamo l'unica nazione a non avere una seconda squadra".

    "Noi stessi, come Juventus, abbiamo altrove oltre 50 giocatori e dobbiamo pagare un premio di valorizzazione non avendone il controllo – ha aggiunto - Questi sono strumenti migliorativi di un sistema che non funziona".

    Appuntamento a domenica 28 ottobre alle ore 12:30 per la DIRETTA SCRITTA di Catania-JUVENTUS. Segui Eurosport su Facebook e Twitter per rimanere aggiornato su tutte le news di sport 24 ore al giorno