Alla fine è pareggio, che non si capisce bene chi soddisfi realmente, ma che è la giusta conseguenza di quello che si vede al Barbera nell’anticipo della decima giornata di Serie A. Il Milan torna dalla Sicilia con la convinzione che la difesa a 3 è un qualcosa su cui non insistere più e che prescindere dal movimento di Bojan là davanti è da considerarsi un errore da non ripetere in futuro. Il pareggio muove la classifica di entrambe, ma troppo poco perché questo 2-2 possa essere considerato positivamente. Sia a Milano, sia a Palermo.
MILAN CON IL 3-5-2: FUORI EMANUELSON - Allegri cambia ancora. Accantonata per il momento la difesa a quattro, il tecnico toscano passa dal 3-4-3 al 3-5-2: l’obiettivo è chiaro. Vuole più densità a centrocampo. Per farlo si affida all’ex Nocerino, che gioca in mediana con Montolivo e Flamini. Davanti, con El Shaarawy, c’è Pato, titolare per la seconda volta di fila dal settembre del 2011. In difesa torna Mexes, mentre in porta è confermata la fiducia ad Amelia. Gasperini conferma il suo 3-4-3 con Miccoli prima punta e Ilicic e Brienza alle spalle del capitano. In difesa c’è Munoz, che stringe i denti dopo la botta subìta a Siena nell’ultima giornata.
MICCOLI-GOL: IL 99ESIMO IN SERIE A - Passano appena cinque minuti e Donati è costretto a lasciare il campo per via di un problema muscolare emerso già durante il riscaldamento: al suo posto dentro Von Bergen. La partita ha un sussulto al 9’ quando Montolivo mette Pato tutto solo davanti a Ujkani: il brasiliano del Milan, però, si addormenta con il pallone tra i piedi e viene fermato dal tackle disperato di Barreto. Il Palermo prende coraggio e sfiora il gol al quarto d’ora con Miccoli, che si beve Bonera in velocità ma che poi calcia a lato da posizione defilata. Nocerino ha voglia di farsi rimpiangere dai suoi ex tifosi e ci prova con un paio di conclusioni dalla distanza, ma il suo destro è meno “fortunato” della passata stagione. E’ sempre Miccoli, che contro il Milan sembra avere un conto in sospeso, a creare problemi alla difesa rossonera: il folletto salentino prima sfrutta un regalo di Costant calciando alto dall’out di destra, poi mette i brividi ai sostenitori del Diavolo giunti a Palermo con una punizione che passa vicinissimo al palo alla sinistra di Amelia. El Shaarawy va a fiammate, e se non si accende lui il Milan di oggi fa fatica: la conferma di tutto questo arriva al 46esimo, quando Abate colpisce ingenuamente il pallone con il braccio sul cross di Miccoli “costringendo” Rizzoli a fischiare il calcio di rigore per il Palermo. Sul dischetto va lo stesso Miccoli, che angola tantissimo il suo destro e mette il pallone lì dove Amelia non riesce ad arrivare. Per il capitano del Palermo si tratta della rete numero 4 di questo campionato, della 99esima in Serie A.

ALLEGRI TRASFORTMISTA, MA SEGNA BRIENZA - Allegri corre ai ripari, toglie Flamini e inserisce Emanuelson riportando i suoi al 3-4-3. Ma è il Palermo a trovare il gol del raddoppio con Brienza, che sfrutta un’indecisione della difesa rossonera e calcia dal limite dell’area indisturbato: pallone all’angolino e Amelia che si piega per la seconda volta a cavallo dei due tempi. Il Milan osa, fuori Yepes e Pato e dentro due punte, Bojan e Pazzini: il Diavolo cambia pelle per la terza volta, 4-2-3-1 con Bojan trequartista centrale, Emanuelson a destra ed El Shaarawy a sinistra. La musica cambia da subito. Bojan entra subito in partita e costringe Ujkani alla grande parata già al 58esimo, poi è una punizione di Emanuelson dai 25 metri a chiamare al miracolo il portiere del Palermo.
MONTOLIVO ED EL SHAARAWY PER LA RIMONTA - Al 69esimo, El Shaarawy “cicca” in maniera clamorosa un perfetto assist di Abate: sembra una partita stregata, ma pochi secondi dopo è Montolivo a trovare la rete che rimette in carreggiata il Milan sugli sviluppi di un’azione personale di Bojan. Il Palermo si schiaccia, con Gasperini che si sbraccia dalla panchina perché capisce il delicato momento dei suoi giocatori: ma il Milan in questo secondo tempo è un’altra squadra. All’80esimo è il solito El Shaarawy, fin lì evanescente come non lo si era mai visto quest’anno, a trovare con una zampata il gol del definitivo 2-2 sugli sviluppi di un’azione confusa all’interno dell’area rosanero. Per il Faraone, che sabato scorso ha festeggiato il 20esimo anno di età, si tratta del gol numero 7 in campionato. Che vuol dire capocannoniere solitario della Serie A: staccati Klose e Cavani. Finisce così, 2-2 al Barbera: un risultato che accontenta davvero poco le due squadre, ma che sicuramente ha fatto divertire il pubblico presente sugli spalti.

