INTER
HANDANOVIC, 6.5 – Sicuro su ogni presa, vero punto di riferimento per la ritrovata difesa nerazzurra. L’Inter rinasce proprio dal suo portiere. Forse eccessivamente spettacolare in qualche azione ma a lui, a questo Handanovic, possiamo anche concedere qualche forzatura.
RANOCCHIA, 7 – Padrone assoluto dell’area nerazzurra. Contro il Catania ritroviamo il talento finito troppe volte in discussione negli ultimi tempi. È lui a mettere una pezza alle disattenzioni di Juan Jesus
SAMUEL, 6 – Si salva tutta la retroguardia nerazzurra. Se al centro Ranocchia domina incontrastato, nella sua zona laterale Samuel ci mette tutta la sua esperienza e la sua grinta per fermare le sempre pericolose avanzate catanesi
JUAN JESUS, 6 – Si prende qualche rischio e nella ripresa fatica a tenere posizione e concentrazione. In alcune occasioni è il lato debole di questa difesa in fase di piena crescita. Il talento non manca.
MUDINGAYI, 5.5 – Dove non ci arriva la tecnica, riesce a recuperare il fisico e una grinta da vendere. Sbaglia qualcosa in avvio, sparisce con il passare del tempo ma aogni chiamata riesce comunque, con tutti i suoi limiti, a mettere peso e sostanza. Sostituito nella ripresa da Guarin.
CAMBIASSO, 8 – Il migliore in campo senza alcun dubbio. Corre, copre, recupera i guai altrui, inventa. Il miglior Cambiasso della stagione e conoscendo il peso, soprattutto nello spogliatoio, dell’argentino, non può che essere una buona notizia per mister Stramaccioni. Immenso.
ZANETTI, 7 – Fantastico. Sbaglia qualche passaggio ma è protagonista di un paio di recuperi e di una serie di galoppate sulla fascia da far impallidire un ragazzino in fatto di fiato e tenuta fisica. Sempre presente.
OBI, 5 – Sbaglia troppo. Da lui Stramaccioni si aspettava ben altra partita. Qualche svarione in fase di copertura e contenimento. Ogni avanzata offensiva diventa una puntuale retromarcia per recuperare la posizione.
MILITO, 6.5 – Non è il miglior Principe possibile e forse accusa la presenza di Palacio in un modulo e un trio d’attacco tutto da scoprire. Nei momenti chiave riesce a farsi trovare pronto e consegna di fatto a Palacio il pallone da buttare finalmente dentro. Da rivedere.
PALACIO, 6 – Il gol salva la sua partita a tratti imbarazzante. Viene da un infortunio, da una sosta forzata e Stramaccioni gli dà tutta la fiducia possibile. L’ex attaccante del Genoa sbaglia tantissimo, a volte palloni che anche un bambino riuscirebbe a gestire meglio. Il gol nel finale potrebbe risollevarlo. Da premiare il suo sforzo, dal primo all’ultimo minuto.
CASSANO, 7.5 – Non posso metterlo allo stesso livello di Cambiasso perché al barese manca ancora continuità. O forse non c’è mai stata ed è bello per questo. Il barese quando corre e prende tempi e spazi non ha rivali. È lui il vero trascinatore dell’Inter. Stavolta Strama lo richiama presto, e lui guarda addirittura l’orologio e nel profondo, s’arrabbia. Bravo Antonio.
GARGANO, 6 – Porta in campo quella velocità e freschezza fisica che mancavano all’Inter. Deve ancora entrare negli schemi ma la sua corsa è una boccata d’aria e un’arma importante per Stramaccioni.
ALVAREZ, 4.5 – Si divora un paio di gol fatti ma quello che infastidisce è l’atteggiamento. Entra e pretende di prendere per mano una squadra già in vantaggio. Da lui ci si aspetta maggiore concretezza. Toccava proprio a lui chiudere questa partita. Brutto ingresso, unica nota negativa dell’Inter di oggi.
GUARIN, 5 – Entra e rischia di rovinare tutto. Entrata su Gomez in area e l’arbitro incredibilmente grazia l’Inter. Bocciato.
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CATANIA
ANDUJAR, 6 – Non ha grosse responsabilità e salva in un paio di occasioni la porta del Catania.
ALVAREZ, 5.5 – Faticano tutti nel Catania dinanzi al potenziale offensivo interista. Lui è forse quello che, dotato anche di maggiore fisicità, riesce a far vedere le cose migliori.
LEGROTTAGLIE, 5.5 – Lotta e questo andrebbe sicuramente premiato ma la sua lentezza permette ai nerazzurri di costruire le azioni pericolose proprio dalla sua parte.
SPOLLI, 5 – Per metà gara picchia duro rischiando addirittura l’espulsione. Quando si rimette leggermente in carreggiata evidenzia tutti i suoi limiti. Trattandosi di calcio e non di lotta greco romana non possiamo non bocciare la sua prestazione
MARCHESE, 6.5 – Uno dei migliori dei suoi. Corre come un dannato per tutto il tempo e rischia di far male all’Inter in una occasione chiara da gol. Da lui arrivano cross interessanti in area. Bella partita.
LODI, 6.5 – Il metronomo di questo bel Catania. Dai suoi piedi nascono le cose migliori. Tecnica e lucidità, anche nei momenti peggiori del match.
IZCO, 5.5 – Ci mette cuore, tanto cuore ma non basta. E quell’errore davanti alla porta di Handanovic rovina la sua prestazione. Un colpo di testa facile sbagliato e qualche svarione anche a centrocampo.
ALMIRON, 5 – Si divora un gol in avvio di partita. Un errore incredibile, solo contro il portiere nerazzurro. Sarà contento il tifoso in curva che si è visto arrivare il suo pallone. Sostituito nella ripresa non è mai riuscito ad entrare nel cuore del match
BARRIENTOS, 6 – Anche lui non si fa trovare pronto in area anche se la difesa nerazzurra di oggi ha concesso ben poco. Ottima tecnica e grande talento, e proprio per questo le attese nei suoi confronti sono sempre alte.
GOMEZ, 6 – Tenuto sotto osservazione dai difensori nerazzurri non ha potuto e non è riuscito a esprimere tutto il suo potenziale. Bravo a portare a casa qualche calcio di punizione, ottimo nell’incursione che viene fermata fallosamente (non secondo l’arbitro) da Guarin.
BERGESSIO, 7 – Una delizia vederlo giocare. Un giocatore di ben altro livello. Inventa, recupera palloni e brilla nella trequarti catanese. Il migliore in campo della squadra siciliana.
CASTRO, 5 – Entra e rischia di deviare in porta un cross dalla destra di Bergessio. La sua partita è racchiusa tutta in questo intervento in ritardo e in un cartellino giallo per simulazione.
RICCHIUTI, 5 – Non riesce ad aggiungere sostanza alla manovra catanese. Ci prova da solo ma il pallone arriva praticamente in piazza Duomo a Milano.

