ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Serie A - Il Pescara non sa più vincere: l'Atalanta in 10 strappa il pari

    Dominio nerazzurro nel primo tempo, ma troppe le occasioni fallite sotto porta dai ragazzi di Colantuono. Che ad inizio ripresa restano in 10 per l'espulsione di Peluso: gli abruzzesi, troppo evanescenti in attacco, non ne approfittano

    Atalanta superiore, e nettamente. Ma nel calcio bisogna buttarla dentro per vincere. Pescara quasi imbarazzante nel primo tempo, dominato in lungo e in largo dagli ospiti: poi l’espulsione di Peluso - dopo un solo minuto della ripresa - ha l'effetto di rianimare la squadra di Stroppa, ma il generoso forcing finale non basta per avere la meglio sul tostissimo avversario e sui propri, evidenti limiti tecnici e di personalità. Lo scontro-salvezza dell’Adriatico finisce così 0-0, e la domanda affiora spontanea: come sarebbe andata a finire se il terzino sinistro di Colantuono non avesse collezionato quel secondo, ingenuo cartellino giallo? Ok, coi “se” e coi “ma” non si fa la storia, però i segnali restano: l’Atalanta, anche con un uomo in meno, ha retto benissimo il campo, rendendosi spesso pericolosa nelle ripartenze, e dimostrando di essere squadra solida e ben organizzata. Con tre eccellenze: Cigarini, splendido in regìa e maestro nel verticalizzare, Bonaventura, autentica spina nel fianco coi suoi continui tagli da sinistra verso il centro, e Moralez, folletto imprendibile e di sostanza. Sul fronte opposto, invece, la sensazione è che Stroppa più di così non possa proprio fare: urgono rinforzi veri.

    PRIMO TEMPO SOLO NERAZZURRO - Privo dello squalificato Blasi e degli infortunati Terlizzi, Crescenzi, Brugman e Jonathas, il tecnico biancazzurro (modulo 4-3-2-1) rilancia Zanon come terzino destro, preferendolo a Balzano, e soprattutto dà fiducia all’islandese Bjarnason come mezzo sinistro di centrocampo (invece di Cascione), con Weiss e Quintero piazzati alle spalle dell’unica punta Vukusic. Colantuono - che deve invece fare a meno di Carmona (per squalifica) e di Bellini, Ferri, Capelli, Radovanovic, Biondini e Ferreira Pinto (per infortunio) - torna al prediletto 4-4-1-1, lasciando in panchina De Luca e piazzando Moralez alle spalle di Denis. La superiorità tecnica e caratteriale dell’Atalanta si manifesta evidentissima sin dalle prime battute: Cigarini fa ciò che vuole in mezzo al campo, Moralez e Bonaventura impazzano sulla trequarti a suon di tagli e inserimenti, Denis fa' a sportellate tenendo in scacco i difensori avversari. E come una logica conseguenza, il numero di occasioni da gol collezionate dagli ospiti, col passare dei minuti, diventa impressionante. Solo la costante imprecisione sotto porta (tremendo un errore di Schelotto) e un miracolo di Perin su tiro a giro di Bonaventura diretto all’incrocio consentono al Pescara – fischiato dai suoi tifosi – di restare a galla. I biancazzurri, completamente bloccati dalla paura di sbagliare (in settimana avevano ricevuto la visita degli ultrà negli spogliatoi, “dovete uscire dal campo sempre coi crampi”, il loro ammonimento) prim’ancora che dai propri limiti, non riescono a impostare la benché minima manovra, affidandosi solamente alle incursioni isolate di Weiss e Quintero. Due che hanno piede e personalità. Ma che poi si dimenticano puntualmente di aiutare la squadra in copertura, mandando ancor più in affanno la mediana a tre – già di per sé non eccelsa – di Stroppa.

    “ROSSO" A PELUSO, IL COPIONE CAMBIA - Nel calcio però, basta spesso pochissimo per cambiare d’improvviso una partita. E così l’Atalanta - già con la grossa colpa di non aver capitalizzato l’enorme mole di gioco sin lì prodotta - si ritrova in dieci per l’espulsione di Peluso, appena rientrata sul terreno di gioco dopo l'intervallo. Colantuono interviene: fuori Cazzola (positivo, ma già ammonito) per non rischiare un’altra espulsione (dentro Scozzarella, mediano di rottura come il compagno), e soprattutto fuori l’ottimo Moralez (che non gradisce) per il terzino sinistro Brivio, che va a prendere il posto di Peluso. Si passa al 4-4-1. E senza alcun contraccolpo: perché Schelotto (sotto tono nel primo tempo) ora riparte come una furia - appena può - sulla destra, imitato da Bonaventura dalla parte opposta, con Denis - conseguentemente mai isolato - a sua volta bravo nel far salire la squadra. E con Cigarini che in mezzo continua a dominare. Normale, quindi, che l’occasione più pericolosa sia ancora dell’Atalanta, con uno splendido tiro di Brivio (66’) stampatosi sul palo. Il Pescara - passato intanto ad un più offensivo 4-2-3-1 (dentro Caprari per Bjarnason) - ci mette il cuore e, piano piano, inizia anche a credere nella vittoria, guadagnando sempre più campo. Ma solo nei minuti finali, causa stanchezza, gli ospiti scricchiolano. E allora ci pensa Consigli: prima con una deviazione decisiva su punizione di Quintero (76'), poi con un’autentica prodezza, all’87’, su tiro ravvicinato di Abbruscato, subentrato ad inizio ripresa all’impalpabile Vukusic. Per Colantuono sarebbe stata davvero una beffa atroce.